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Villa Necchi Campiglio: la casa museo per eccellenza

Questo articolo è stato aggiornato il

Certo che negli ultimi mesi ne sono successe di cose.

Personalmente, ho cercato di nutrirmi di bellezza e di arte scovando iniziative on-line interessanti come i tour virtuali. Un esempio?

Quello nella casa di Monet, a Giverny di cui vi ho parlato.

Se ti sei perso la diretta sul Tour Virtuale della casa di Monet a Giverny la puoi guardare sulle IGTV che trovi qui sotto.

E cercando contenuti simili, ho scoperto Villa Necchi Campiglio, nel cuore di Milano, villa signorile del 1932-35.

Villa Necchi Campiglio, casa museo, torna a essere visitabile

villa necchi campiglio
Foto della veranda di Villa Necchi Campiglio. Ph: Giorgio Majno. Credits: Archivio FAI( Fondo Ambiente Italiano).

Sono felice di raccontare qualcosa in più di questa magnifica villa nel cuore di Milano, che ha riaperto i battenti da poco.

Ora è finalmente visitabile su prenotazione.
Alle orecchie più attente, il nome Necchi forse ha ricordato qualcosa.

In effetti chi ci legge è anche appassionato di moda, e magari ha collegato tra loro più elementi di questo racconto: alta borghesia milanese, anni trenta, il nome Necchi.

Esatto! Si tratta del famoso brand di macchine da cucire, che ancora oggi garantisce alta qualità del cucito a casa propria.

Per far capire l’importanza del loro business negli anni sessanta, cito qualche numero: nel 1960 le macchine per cucire Necchi sono vendute in oltre 120 paesi e distribuite da una rete di 10.000 negozi sparsi in tutto il mondo (fonte necchi.it).

villa Necchi Milano
L’ingresso di Villa Necchi in via Mozart 14 a Milano, poco lontano dal centro. Credits: Archivio FAI( Fondo Ambiente Italiano).

La casa Villa Necchi Campiglio, era di proprietà delle sorelle Necchi (Gigina e Edda) e del marito di Gigina: Angelo Campiglio.

Si tratta di un chiaro esempio di architettura razionalista di stampo italiano.

L’edificio porta la firma dell’architetto Piero Portaluppi, figura creativa molto importante in quegli anni. Basti dire che alcuni dei suoi ultimi interventi riguardano edifici storici come il convento di San Vittore, l’Ospedale Maggiore e il sagrato di Piazza Duomo.

villa necchi milano
Il timbro razionalista di Piero Portaluppi si intravede nelle decorazioni. Un esempio è la scala, che ritrae un motivo geometrico ricorrente. Credits: Archivio FAI( Fondo Ambiente Italiano).

Le sorelle Necchi, dopo la scomparsa di Campiglio, non avendo eredi, donano la magnifica villa con piscina al FAI (Fondo Ambiente Italiano) che la restaura e la rende visitabile per la prima volta nel 2008.

Carta parati: scarica la guida

A seguito delle vicissitudini che abbiamo vissuto e della chiusura dei musei, anche Villa Necchi Campiglio ha visto un periodo di chiusura, ma dal 22 maggio è finalmente tornata visitabile su prenotazione.

villa necchi campiglio
La villa ha zone ripartite come le consuetudini dell’epoca. Le sorelle Necchi, però, spostandosi da Pavia dove c’era la sede dell’azienda, hanno voluto molte aree dedicate alle relazioni sociali. Alcuni esempi: il “fumoir” (in foto), la sala da pranzo, la biblioteca e il salone per i ricevimenti. Credits: Archivio FAI( Fondo Ambiente Italiano).

L’arte a Villa Necchi a Milano

Villa Necchi a Milano è una casa museo da visitare sicuramente dal punto di vista architettonico ma, a mio avviso, soprattutto artistico.

Al lascito al FAI della casa stessa, sono confluite, infatti, altre preziose donazioni di vere e proprie collezioni d’arte con opere firmate da nomi altisonanti dell’epoca moderna e contemporanea.

La collezione de Micheli, ad esempio, conta tele di Canaletto e di Tiepolo, che troneggiano nelle meravigliose sale della casa.

sala villa campiglio
Una sala con le opere della collezione donata dai coniugi de Micheli. Foto archivio FAI

La collezione Gian Ferrari, invece è di epoca nettamente successiva, ma non meno importante. I nomi che potrete ammirare alle pareti sono De Chirico, Boccioni, Sironi, Carrà.

villa necchi sala
Alle pareti i questa sala si intravedono opere che appartengono alla collezione Gian Ferrari. Ph. Quine srl

Ma non è finita qui! Al FAI, nel 2007, arriva un’altra importante donazione che trova la sua dimora a Villa Necchi Campiglio: la collezione Guido Sforni (1935-75).

È composta perlopiù da disegni e opere grafiche.

Le forme sono Picasso, Modigliani, Matisse, Fontana e altri nomi illustri dell’arte del secolo appena passato.

Spero tantissimo di avervi instillato la voglia di vedere questa casa aperta al pubblico, e donata al FAI con un preciso intento delle sorelle Necchi. Per loro, la bellezza va condivisa, e “non deve essere specchio di se stessa, altrimenti perde di significato“.

Io sono assolutamente d’accordo, voi?

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Lara Badioli
Appassionata di arte (con laurea annessa), espressione e design. Mamma di due bambini, innamorata di tutto ciò che è bianco, gatto compreso. Scrivere per me è una necessità: si sa quando comincio, ma mai quando finisco.

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