A Perugia ha inaugurato “Venti Trasversali”, nuova mostra di Araminta Blue ospitata negli spazi del Palazzo della Penna – Centro per le arti contemporanee.
Curata da Riccardo Freddo in collaborazione con Rosenfeld Gallery e Le Macchine Celibi Società Cooperativa, l’esposizione porta per la prima volta il lavoro dell’artista britannica in dialogo diretto con il patrimonio storico e architettonico del museo umbro.
Tra affreschi ottocenteschi, riferimenti mitologici e una pittura intensa e stratificata, “Venti Trasversali” costruisce un percorso che riflette sul corpo, sulla maternità e sul destino, affrontando temi profondamente contemporanei attraverso immagini sospese tra realtà e immaginazione.

Venti Trasversali tra mito, maternità e destino contemporaneo
La mostra prende forma all’interno di uno dei luoghi più affascinanti della città di Perugia.
Il Palazzo della Penna, con le sue stratificazioni storiche e artistiche, diventa parte integrante del progetto espositivo, trasformandosi in un vero e proprio dispositivo narrativo.
Le opere di Araminta Blue entrano infatti in dialogo con gli affreschi ottocenteschi realizzati da Antonio Castelletti, dove prendono vita figure mitologiche come Elena e Paride, Apollo e altri protagonisti della tradizione classica.
In questo contesto, la pittura dell’artista britannica introduce una prospettiva nuova e attuale.
La maternità viene raccontata come una condizione simbolica complessa, lontana da ogni rappresentazione idealizzata.
Dal ventre all’accudimento, il corpo emerge come luogo di trasformazione, come spazio attraversato da forze visibili e invisibili, ma soprattutto come soglia attraverso cui si manifesta il destino.
Ne nasce una riflessione che intreccia identità, genere, libertà e memoria, creando una continuità sorprendente tra il patrimonio storico del palazzo e le questioni che attraversano la contemporaneità.

Il Palazzo della Penna e il dialogo tra passato e presente
Uno degli aspetti più interessanti di “Venti Trasversali” è il rapporto costruito con l’architettura che la ospita.
Il Palazzo della Penna rappresenta infatti una sintesi della storia di Perugia.
Edificato sui resti dell’antico anfiteatro romano, trasformato nel corso dei secoli e successivamente arricchito da interventi contemporanei, il complesso conserva tracce di epoche diverse che convivono nello stesso spazio.
Dalla storica residenza della famiglia della Penna, che già nel Seicento custodiva importanti collezioni d’arte, fino agli affreschi del piano nobile e alla suggestiva scala elicoidale ipogea progettata da Franco Minissi, ogni elemento contribuisce a creare un ambiente dove passato e presente si osservano e si interrogano reciprocamente.
La mostra si inserisce in questa stratificazione senza sovrapporsi ad essa.
Al contrario, la utilizza come parte integrante del racconto, amplificando i significati delle opere e trasformando la visita in un’esperienza immersiva.

Venti Trasversali e il percorso tra luce, notte e vento
L’esposizione si sviluppa come un viaggio simbolico articolato in tre momenti principali: la luce, la notte e il vento.
Nella prima sezione, la luce diventa una presenza attiva che attraversa le opere e ne determina la tensione narrativa.
In lavori come “Voci al tramonto”, il sole assume una forma ambigua, quasi umana, insinuandosi tra corpi sospesi e possibilità ancora inespresse.
In “Compulsion”, invece, il desiderio prende la forma di una forza ascensionale capace di dissolvere il corpo e di trasformarlo in energia.
La seconda sezione introduce il visitatore in una dimensione più introspettiva.
La notte diventa il luogo delle visioni, delle memorie e delle trasformazioni interiori.
In “Visioni al chiaro di luna”, il torso umano si apre come una soglia verso ciò che non può essere visto direttamente, mentre in “Notti calde e pesanti” il ventre si trasforma in una materia densa e stratificata, attraversata da ricordi, paure e proiezioni.
L’ultima sala è dedicata al vento.
Non al vento come fenomeno naturale, ma come metafora delle forze invisibili che orientano la vita contemporanea.

Le forze invisibili al centro della pittura di Araminta Blue
Nella sezione conclusiva della mostra emerge con maggiore chiarezza il cuore concettuale dell’intero progetto.
In opere come “Guardando il cielo con i piedi nella terra”, la figura umana oscilla costantemente tra radicamento e desiderio di elevazione.
In “Forza blu”, invece, la libertà non appare come una conquista definitiva, ma come una continua negoziazione con le energie che attraversano il corpo e la mente.
Anche lavori come “Passato ambrato” e “Verità di burrasca” riflettono su questa condizione di vulnerabilità.
La materia trattiene il tempo, conserva le tracce dell’esperienza e rivela quanto l’essere umano sia esposto a forze che spesso sfuggono al controllo.
Come sottolinea il curatore Riccardo Freddo, se nel passato erano gli dèi a determinare il destino degli uomini, oggi sono spesso forze invisibili, emotive e naturali a modellare la nostra esperienza del mondo.
La pittura di Araminta Blue rende visibile proprio questa esposizione continua.
