A settembre torna il SI Fest 2026, il festival di fotografia più longevo d’Italia, che quest’anno celebra la sua trentacinquesima edizione con un tema tanto semplice quanto potente: “Still Standing”.
L’appuntamento è a Savignano sul Rubicone dall’11 al 13 settembre 2026, con le mostre che resteranno visitabili anche nei due fine settimana successivi, il 19 e 20 settembre e il 26 e 27 settembre.
Dal 1992 a oggi, il SI Fest si è affermato come uno dei principali punti di riferimento della fotografia italiana e internazionale, un luogo in cui le immagini diventano strumenti per leggere la contemporaneità e interrogarsi sul presente.
Anche quest’anno il festival si propone come un grande spazio di riflessione per chi considera la fotografia un modo per osservare la realtà da prospettive complesse, andando oltre le apparenze e rifiutando ogni semplificazione.

SI Fest 2026 e il significato di “Still Standing”
“Still Standing. Ancora in piedi.”
Più che un semplice titolo, quello scelto per questa edizione è un vero e proprio manifesto.
Un invito a riscoprire la fotografia come spazio di resistenza, di condivisione e di presenza nel mondo.
In un tempo segnato da cambiamenti sempre più rapidi, da crisi internazionali e da continue trasformazioni sociali, l’atto fotografico diventa infatti un punto di ancoraggio saldamente piantato nel presente.
Il festival guarda verso gli angoli meno visibili del pianeta e sceglie di concentrarsi sulle esistenze di chi, ogni giorno, resiste in silenzio.
Persone che non cercano di imporsi sugli altri, ma che continuano a vivere con dignità, affrontando le difficoltà del quotidiano con tenacia e determinazione.
“Still Standing” diventa così un elogio della verticalità, un inno a chi sceglie di prendere posizione e si ostina a non farsi da parte.
Un messaggio che assume un significato ancora più forte in un’epoca segnata da compromessi, instabilità e continui cambiamenti.

SI Fest 2026 e uno sguardo sulle fragilità del presente
Sotto la direzione artistica di Manila Camarini, il SI Fest 2026 riparte dal percorso avviato nella passata edizione.
Se lo scorso anno il festival aveva proposto una ricognizione globale del mondo contemporaneo, quest’anno la riflessione si fa ancora più profonda e intima.
Lo sguardo si abbassa verso le persone.
Verso chi vive in prima persona le tensioni geopolitiche, le emergenze climatiche, le crisi sociali e le trasformazioni identitarie del nostro tempo.
Il festival sceglie di raccontare individui semplici ma straordinari, donne e uomini che affrontano la complessità del presente senza smettere di resistere.
L’espressione “Still Standing” diventa allora la dichiarazione di chi trova il coraggio di dire: “Ci sono ancora, ci sono anch’io”.
Una frase apparentemente semplice che si trasforma in un gesto di sfida e in un atto di fiducia nelle proprie capacità di restare in piedi nonostante tutto.
Perché, come suggerisce il festival, resistere significa soprattutto continuare a esserci e continuare a guardare.

La fotografia come resistenza e testimonianza
Il SI Fest 2026 mette al centro anche la fotografia stessa.
Perché, proprio come le persone che racconta, anche la fotografia continua a resistere ai mutamenti del mondo contemporaneo.
I confini cambiano, le certezze si modificano e le visioni appaiono sempre più instabili.
Eppure le immagini restano.
I fotografi continuano a occupare il proprio posto, rendendo visibili storie, idee ed esistenze che altrimenti rischierebbero di rimanere nascoste.
In questo senso, il tema del festival assume un significato ancora più ampio.
Rimanere in piedi significa continuare a guardare.
Continuare a interrogare la realtà.
Continuare a cercare nuovi punti di vista e nuove possibilità di comprensione.
È proprio qui che la fotografia rivela tutta la sua forza, confermandosi ancora oggi un linguaggio capace di emozionare, coinvolgere e aprire autentici spazi di dialogo.

Still Standing tra grandi autori e storie di resistenza
L’edizione 2026 darà spazio a storie capaci di lasciare un segno profondo, attraverso racconti visivi che intrecciano l’urgenza dell’attualità con uno sguardo aperto alla speranza.
Ad accompagnare il pubblico lungo questo viaggio saranno alcuni tra i nomi più interessanti della fotografia contemporanea, tra cui Robin de Puy, Christopher Anderson, Mario Cresci, Andi Gáldi Vinkó, Olga Sokal, Alba Zari, Robbie Lawrence e il compianto Lars Tunbjörk.
Le loro opere racconteranno esperienze di comunità diverse, forme silenziose di resistenza e vicende personali di sopravvivenza che si consumano nella dimensione più intima dell’esistenza.
Un percorso che invita a guardare il mondo con maggiore attenzione e che restituisce alla fotografia il suo ruolo più autentico: quello di dare forma alle storie che meritano di essere ascoltate.

Arriva SI FEST KIDS, il festival dedicato ai più piccoli
Tra le novità di quest’anno c’è anche SI FEST KIDS, il nuovo festival di fotografia e foto-illustrazione dedicato ai bambini e ai ragazzi.
L’iniziativa si svolgerà nell’ultimo fine settimana di apertura delle mostre, il 25, 26 e 27 settembre 2026, e animerà gli spazi di Palazzo Vendemini – Biblioteca comunale.
Ideato da Sabir Editore con la direzione artistica di Giorgio Arcari, il progetto proporrà mostre, laboratori, incontri e conferenze raccolti sotto il titolo “Hic sunt Leones. Fuori dalle mappe, in cerca di bellezza”.
Un’iniziativa che amplia ulteriormente il respiro del SI Fest e che conferma la volontà del festival di avvicinare nuovi pubblici al linguaggio delle immagini.
Perché, in fondo, restare in piedi significa anche continuare a guardare il mondo con curiosità, mantenendo viva la capacità di immaginare e di cercare bellezza anche nei luoghi meno prevedibili.