Nonostante ci divida uno schermo, si percepisce subito uno sguardo dalla curiosità famelica di chi intravede e cerca stimoli creativi ovunque mentre sta già pensando alla prossima idea, al prossimo progetto. È Edoardo Amoroso, il cuore e la mente dietro designed by edoardo: un progetto nato in casa e cresciuto sui social basato sulla stampa 3D.

Le sue borse colorate strizzano l’occhio ad un’estetica pop e sembrano cogliere la scia anche del Barbiecore. Ad uno sguardo superficiale sembrano delle borse giocattolo ma l’intento che vi sta dietro poco ha a che fare con un’aspetto ludico.

Edoardo Amoroso: dall’architettura al successo sui social

Sui social non disdegna di sperimentare anche altri oggetti come vasi, porta utensili da cucina e perfino delle grucce. Edoardo Amoroso sfugge alle etichette e infatti storce il naso se lo si rilega al mondo della moda. «Io sono anzitutto un ricercatore all’Università di Napoli, poi un designer e mi piace sperimentare», racconta.

Così, se da un lato il segreto del suo successo va rintracciato nelle molteplici possibilità di creazione e nella creazione di oggetti dal design accattivante – o, in altre parole, instagrammabile –,  dall’altro il merito di Edoardo Amoroso è quello di aver reso accessibile e comprensibile qualcosa che fin ora sembrava essere competenza di pochissimi e soprattutto a prezzi non accessibili, ovvero la stampa tridimensionale di oggetti.

La manifattura additiva, o 3D printing, esiste già dagli anni Ottanta ma solo negli ultimi dieci anni ha iniziato ad essere una valida prospettiva anche per la moda. Tuttavia, anche in questo caso, nella concezione comunque sembra un processo laborioso e molto costoso rilegato solo alle grandi azienda. Con video dalla durata di pochi minuti, talvolta secondi, Edoardo dispiega invece un’altra parte del settore: una più semplice, home made, con costi di produzione e rivendita relativamente bassi.

Ecco cosa ha raccontato in esclusiva per Fillyourhomewithlove.com Edoardo Amoroso.

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Due modelli della borsa Onda di designed by edoardo, courtesy of designed by edoardo

Chi è Edoardo Amoroso e come nasce l’idea di designed by edoardo?

Ho 25 anni e mi sono laureato in architettura da poco. Sono sempre stato convinto che avrei fatto l’architetto nel senso più puro del termine.

Non ho mai pensato al design ma nella mia formazione c’è molta creatività che parte dal liceo artistico che ho frequentato, ma che affonda le radici alla mia infanzia, quando giocavo con le costruzioni e con la plastilina.

Quando nel 2023 ho vinto una borsa di ricerca per lo sviluppo di mappe tattili per persone ipovedenti, mi sono approcciato da autodidatta alla stampa 3D per sviluppare questo progetto. È stato amore a prima vista perché trovo sia il giusto compromesso tra il fare manuale che mi ha sempre incuriosito e appassionato, e il fare digitale con cui sono cresciuto in quanto nativo digitale. Si tratta di abbracciare un’artigianalità nuova e questo mi piace.

Oggi collaboro con ReMade Community lab, un laboratorio di manifattura digitale 4.0 di Napoli. Loro si occupano di studiare processi di riciclo coinvolgendo ragazzi di quartieri svantaggiati. Le mie prossime sperimentazioni sono correlate a quello che faccio con loro.

Perché hai scelto di mostrare i tuoi lavori sui social?

I social sono un ottimo strumento di formazione. Questo settore è ostile anche se alla portata di tutti.

Io vorrei rendere la stampa 3D comune e accessibile. Io mi sono formato così e credo che oggi questo sia imprescindibile. Nessuno in ambito accademico ti spiega come utilizzare la stampante 3D, quindi mi piace racc la storia dei prodotti ma anche il processo che ci sta dietro, anche il fallimento.

Vorrei divulgare questa metodologia di lavoro.

Come nasce l’idea di sviluppare un prodotto “moda”?

Ho sempre trovato molto affascinante la moda. Quando mi iscrissi al liceo artistico volevo scegliere l’indirizzo moda, poi non so perché sono finito a fare architettura.

Ma alla fine la moda è tornata sul mio percorso. Adesso faccio il ricercatore all’Università ma nel tempo ho sentito la necessità di dare libero sfogo alla mia creatività e sviluppare dei prodotti personali.

Le borse Chela di Edoardo Amoroso, courtesy designed by edoardo
Le borse Chela di Edoardo Amoroso, courtesy designed by edoardo

 

E in futuro ti vedi più come designer di moda, stampatore 3D o ricercatore?

Nessuno di questi. Piuttosto un mix fra questi mondi. Le Università sono molto aperte a diverse collaborazioni con enti esterni per provare a portare progetti nuovi. In questo mi vedo molto nella ricerca ma purché improntata con le collaborazioni con aziende esterne.

A Napoli stesso ci sono grandi prospettive di crescita in cui è possibile intersecare la ricerca accademica con la moda e il design. Che poi la moda è design. Di sicuro mi vedo a Napoli.

Mi piacerebbe sperimentare nuove forme di stampa che lavorano attraverso i raggi Uv e con la pressione. Si tratta sempre di plasmare la materia prima.

In generale, il mio futuro me lo immagino più incentrato verso il design del prodotto. La moda è un effetto collaterale di quello che faccio. La mia visione sulle borse che creo infatti è lontana dall’idea di sartorialità. Si tratta piuttosto di un oggetto da portare che possa diventare altro: ora un vaso ora un porta oggetti.

Siamo in un mondo così fluido che mi piace pensare che le persone possano fare con un oggetto ciò che vogliono. Il mio obiettivo è creare un portfolio di oggetti che sia diversificato che racconti una storia. Le persone si affezionano più alle storie che al prodotto.

Un disegno ispirazionale della borsa Chela, courtesy designed by edoardo
Un disegno ispirazionale della borsa Chela, courtesy designed by edoardo

E la storia di Edoardo Amoroso qual è?

La mia storia è legata ai Campi Flegrei. Una zona legata ai valori, alla tradizione e al fare le cose con le mani. Voglio raccontare queste cose con i miei prodotti.

Anche nella scelta dei colori voglio raccontare il Mediterraneo, la vita lenta. Mi sono chiesto tante volte perché restare qui quando c’è sempre stata la possibilità di andare fuori ma ad oggi, che ho questa fortuna di poter lavorare nel mio territorio, ho rivalutato tante cose. È una forma di libertà la stampa 3D.

Un bozzetto di designed by edoardo, courtesy of designed by edoardo

Edoardo Amoroso: così la stampa 3D diventa home made

Ma perché hai scelto la stampa 3D e quali pensi siano le evoluzioni del settore?

La stampa 3D sta subendo un’alfabetizzazione del sistema, i sistemi sono stati resi più facile e accessibili.

Ora è più semplice averne accesso per i brand o per chi vuole avviare una propria attività ma anche per gli utenti finali perché il prezzo è più accessibile. Fin ora la stampa 3D è stata qualcosa di molto settoriale, basti pensare agli abiti  couture di Iris Van Herpen.

Progetti come il mio, invece, sono prêt-à-porter, nel senso letterale del termine: facili da acquistare, da portare e da produrre. La bioplastica in questo mi viene in aiuto perché consente di creare facilmente prodotti accessibili a tutti. Inoltre, con la  stampa 3D si possono creare prodotti monomaterici che sono intrinsecamente sostenibili perché aiuta a circoscrivere lo scarto.

Le manifatture che lavorano il pellame hanno un limite materico legato alla lavorazione delle pelli in termini di dimensioni e duttilità della pelle; mentre l’utilizzo di pla, ovvero bioplastica, farebbe venir meno queste problematiche. Tuttavia, sicuramente la plastica fa emergere altri problemi come la rigidità.

Quindi non va a sostituire ma ad ampliare l’offerta. Soprattutto in una categoria merceologica come le borse che sono oggetti status.

I vasi in stampa 3D di Edoardo Amoroso, courtesy designed by edoardo
I vasi in stampa 3D di Edoardo Amoroso, courtesy designed by edoardo

Ma la bioplastica è sostenibile? E quali sono i vantaggi e svantaggi di utilizzarla?

È un settore in continua evoluzione, attualmente si possono stampare tutti i materiali che resistono alle alte temperature. La plastica e il silicone sono i prediletti per il settore del design.

La bioplastica è una scelta migliore perché abbatte la componente chimica del petrolio essendo realizzata con gli scarti delle barbabietole da zucchero e del mais. Tuttavia è un prodotto che si erode nel tempo. È però un materiale organico che se non trattato con additivi chimici può essere gettato nell’umido. Bisogna prestare attenzione come lo si fa con un gioiello.

In questo caso penso che la borsa non deve necessariamente essere capiente, quanto piuttosto comoda. Punto sulla valorizzazione estetica.

D’altra parte un vantaggio di stampare accessori con la stampa in bioplastica 3D è che si realizza solo quando c’è la richiesta. In questo è l’espressione massima dell’artigianato: realizzato a mano, su richiesta e senza sprechi.

Da non sottovalutare è anche la sua capacità di applicazione e utilizzo. Infatti, consente ai giovani di avviare un business senza dover affrontare grandi costi di materiali e magazzino.

Un modello della borsa onda con manico con catene, courtesy of designed by edoardo
Un modello della borsa Onda con manico con catene, courtesy of designed by edoardo

Dalla cameretta ai social. Come pensi di sviluppare adesso il progetto designed by edoardo?

Ho appena lanciato il sito per creare un’esperienza d’acquisto fluida. Sto lavorando anche alla creazione di una brand image solida con l’ideazione di un logo.

Su chi sogni di vedere indossata una tua borsa?

Lady Gaga. Per la sua filantropia e per il suo saper dispiegare la sua essenza attraverso il cinema, l’estetica, la musica, le attività di beneficienza.

Ti piacerebbe avviare collaborazioni con qualche brand famoso?

Mi piacerebbe collaborare con GCGS. Del brand amo questo non prendere troppo sul serio la moda, un’apparente superficialità.

Ma d’altra parte mi piacerebbe collaborare anche con piccole realtà che si occupano di discipline affini alla mia come la gioielleria, i tappeti o la ceramica.