C’è un modo per promuovere arte contemporanea senza poter organizzare eventi e esposizioni?
Si possono educare le nuove generazioni alla creatività e ai rudimenti della creatività contemporanea? Si può coltivare il desiderio di toccare con mano il proposito artistico dei grandi rimanendo chiusi in casa?
Secondo me sì, e vi faccio anche un esempio pratico, elencando le attività attuali della Fondazione Arnaldo Pomodoro.
Promuovere arte contemporanea con la Fondazione dal 1995
Pomodoro è un grande scultore contemporaneo, conosciuto per il suo background di orafo e la predilezione della lavorazione dei metalli.
Si tratta di un artista a me molto caro perché ho vissuto e visitato i luoghi della sua infanzia: è nato nel Montefeltro e fino al 1954, anno in cui si trasferisce a Milano, ha vissuto a Pesaro.
Le maestose forme geometriche, lucide ma anche logorate e corrose da forze interne che le fanno esplodere; gli idiomi cuneiformi; le creazioni di grandi dimensioni: sono tutti elementi riconoscibili della sua poetica.
Ma la sua attività non si limita solo alla scultura. Pomodoro è anche sceneggiatore, insegnante universitario e anche attore in Shaping Negation (il suo film dove denuncia ironicamente la figura dell’artista negli anni settanta).
La sua fondazione, che nasce nel 1995, ha avuto da subito una grande ampiezza di vedute. Ha impostato da subito l’obiettivo, scontato, di proteggere e promuovere le opere del grande artista.
Accanto a questo, però, ha da sempre voluto impiegare le sue risorse per promuovere la riflessione sull’arte in maniera trasversale.
Degno di nota il Catalogue raisonné online. Attraverso un sistema di catalogazione innovativo digitale, si controllano le opere esistenti e si assegnano autentiche.
La sezione didattica per promuovere l’arte tra i ragazzi

La fondazione Arnaldo Pomodoro ha sempre avuto un carnet di proposte e attività didattiche specifiche per ogni età. Ma è proprio ora, in un momento in cui non si può fare visita ai laboratori o alle sedi espositive, che viene abbracciata la grande sfida.
Ecco quindi workshop interattivi digitali per bambini da quattro a dieci anni. Via Zoom, un operatore culturale presenta il famosissimo labirinto di Arnaldo Pomodoro. Viene impostata un’attività manuale, con carta e colla alla mano, mentre si visita il tour virtuale dello stesso.
Per i più grandi viene raccontata la storia delle opere di Pomodoro con incontri, sempre su Zoom, che fanno fuoco sul repertorio d’archivio del maestro.
Insomma, le attività che più contraddistinguono l’operato della. Fondazione, che fanno vivere nel profondo e dal vivo le emozioni del “creare”, trovano una resiliente forma virtuale molto interessante.
Personalmente, io non vedo l’ora di partecipare alle visite guidate nella fonderia dell’artista in via Volturno, oppure alla “colata di gesso” presso il suo studio in via Vigevano. E, non da ultimo vedere dal vivo il labirinto: un luogo unico oserei dire archetipico.
Centosettanta metri quadri di pura magia, a Milano, negli spazi dell’ex Riva Calzoni (via Solari 35).
Immagino questa esperienza da tempo, e spero di viverla proprio come fosse un sogno. Un modo di attraversare dimensioni e spazi, una metafora della vita fatta arte e metallo.

