Fino al prossimo 4 maggio 2025, Pordenone si trasforma nel centro nevralgico della fotografia italiana con una stagione di eventi e mostre che celebrano l’arte del vedere.
Promossa dal Comune di Pordenone e organizzata da Suazes, questa rassegna si inserisce nel programma della candidatura della città a Capitale Italiana della Cultura 2027.
Il dossier “Pordenone 2027. Città che sorprende” vuole superare la tradizionale dicotomia tra città d’arte e città industriale, mettendo al centro la cultura come motore di innovazione.
Il tema scelto per questa edizione, “Sul guardare”, si ispira al celebre libro di John Berger e pone l’accento sul potere della fotografia di indagare la realtà.
Attraverso un articolato calendario di mostre, incontri e workshop, il progetto intende offrire un’ampia riflessione sulla fotografia come strumento di narrazione e analisi, aprendo un dialogo tra passato e presente.

Pordenone celebra Italo Zannier, maestro della fotografia
Il programma si apre con una grande mostra dedicata a Italo Zannier, figura di riferimento per la fotografia italiana, storico, docente e curatore di mostre di fama internazionale.
“Italo Zannier – Io sono io. Fotografo nella storia e storico della fotografia”, ospitata alla Galleria Harry Bertoia, ripercorre la sua lunga carriera attraverso fotografie, saggi, curatele ed esperienze didattiche.
Curata da Giulio Zannier e Marco Minuz, la mostra raccoglie per la prima volta in modo sistematico le molteplici attività dell’intellettuale friulano, evidenziando il suo doppio ruolo di fotografo e storico della disciplina.
Il percorso espositivo include materiali rari, una sezione dedicata ai fotolibri e una videointervista inedita, offrendo un’occasione unica per esplorare il contributo di Zannier alla fotografia italiana.
L’esposizione è sostenuta dalla Regione Friuli-Venezia Giulia e rappresenta uno dei momenti più significativi della rassegna.

Bruno Barbey e “Les Italiens” degli anni ’60
Un altro grande protagonista della stagione fotografica di Pordenone è Bruno Barbey, con la mostra “Les Italiens”, che si terrà sempre alla Galleria Harry Bertoia.
Realizzato con il supporto di Magnum Photos, dell’Académie des Beaux-Arts di Parigi e dell’archivio Bruno Barbey, il progetto presenta per la prima volta in Italia un reportage iconico che il fotografo francese ha realizzato tra il 1962 e il 1966.
Le immagini ritraggono un’Italia sospesa tra tradizione e modernità, raccontando il passaggio dalla società contadina al boom economico.
Barbey fotografò il paese con sguardo poetico e lucido, documentando la vita quotidiana nelle città e nelle campagne, dagli operai del Nord ai venditori ambulanti del Sud.
Il progetto, curato da Caroline Thiénot-Barbey e Marco Minuz, include una selezione di settanta stampe originali e una videointervista d’archivio, offrendo una visione autentica di un’Italia in trasformazione.

Pordenone presenta anche tre autori di fotografia contemporanea
Oltre ai grandi maestri, la rassegna fotografica di Pordenone dedica uno spazio significativo ai fotografi contemporanei.
Sempre fino al 4 maggio 2025, il Museo Civico d’Arte Ricchieri ospiterà tre mostre monografiche dedicate a Max Rommel, Michele Tajariol e Paola Pasquaretta.
Le esposizioni, sostenute dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, esplorano diversi approcci alla fotografia, interrogandosi sul ruolo dell’immagine come strumento di riflessione sociale.
Max Rommel si concentra sulla relazione tra uomo e ambiente, Michele Tajariol racconta i cambiamenti del paesaggio urbano, mentre Paola Pasquaretta esplora le identità attraverso il ritratto.
Questo segmento della rassegna vuole essere un ponte tra la fotografia storica e le nuove sperimentazioni visive, offrendo uno sguardo sulle tendenze più attuali della fotografia d’autore.

Un calendario di eventi per esplorare la fotografia
Parallelamente alle mostre, Pordenone propone un ricco programma di eventi, incontri e workshop, partiti a gennaio.
Il calendario prevede appuntamenti con fotografi di fama internazionale, scrittori e studiosi, che approfondiscono i molteplici linguaggi della fotografia.
Sono organizzati laboratori pratici rivolti a studenti, professionisti e appassionati, con l’obiettivo di stimolare un dialogo tra generazioni e ambiti disciplinari diversi.
La fotografia diventa così uno strumento di confronto e formazione, capace di avvicinare il pubblico a temi di grande attualità come il fotogiornalismo, la fotografia documentaria e la sperimentazione artistica.

Pordenone, Capitale della Cultura e della fotografia
Con “La grande stagione della fotografia”, Pordenone si candida a diventare un punto di riferimento per la fotografia in Italia, mettendo in luce il valore dell’immagine come mezzo di espressione e conoscenza.
L’iniziativa, patrocinata dal Ministero della Cultura, non è solo un omaggio ai grandi maestri e ai talenti emergenti, ma anche un’occasione per riflettere sulla fotografia come linguaggio universale.
L’intento è quello di creare un dialogo tra il passato e il presente, tra la memoria visiva e le nuove narrazioni contemporanee.
Con un programma ricco e articolato, Pordenone dimostra di essere una città che investe nella cultura come strumento di crescita e innovazione, rafforzando il suo ruolo nel panorama artistico nazionale e internazionale.