Piero Fornasetti: quando la ceramica è arte

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Bentornati sul design Magazine FillYourHomeWithLove.

Anche oggi parliamo del piacevole confine che intercorre tra arte e design.
Vi racconto un fenomeno interessante da molti punti di vista: la ceramica di Piero Fornasetti e il suo successo interplanetario.

Piero Fornasetti nasce come pittore

Chi era Fornasetti?

Un ragazzo benestante che, nonostante le aspettative completamente diverse nutrite dalla sua famiglia si iscrive all’accademia di Brera, nel 1932.
Già da ragazzo disegnava su taccuini il suo mondo interiore, che sfociava in immagini e in temi visivi che saranno presenti e ricorrenti nella sua florida maturità artistica.
I punti di riferimento negli studi artistici sono Piero della Francesca, Giotto e tutto il mondo della pittura metafisica.
Le sue “visioni” sono infatti un mix irresistibile tra precisione grafica, quasi di stampo preraffaellita, e il piacevole travolgimento metafisico dei ruoli degli oggetti che non sempre svolgono, nelle sue opere, quelli che ci si aspetta.
Ma ciò che mi interessa porre alla vostra attenzione, visto che scrivo di arte e design, è la forza delle sue ceramiche, diventate icone di stile e, nel tempo, sempre più apprezzate e ricercate.

La serialità di Piero Fornasetti a favore della bellezza

Per quanto riguarda la ceramica e l’home decor creato da Piero Fornasetti, il suo successo derivi dalla filosofia di pensiero che ha accompagnato la sua ideazione e progettazione.

“È sempre stato il mio concetto quello di non fare pezzi unici, ma in serie”.

La serialità, secondo Fornasetti, è una risorsa democratica da vari punti di vista.
La bellezza deve, per lui, essere destinata a tutti e non deve rimanere in una cerchia chiusa di privilegiati.
La ripetizione di un motivo, attraverso lo stampaggio seriale e l’elaborazione continua, arricchisce il tema della matrice.
Lo fa evolvere verso la sua maturità artistica e facendole assumere un nuovo concetto di bellezza.

“Tema e variazioni”, la ceramica d’arte con il volto della donna più bella del mondo

piero fornasetti
Immagine di sterlizie.com

È degli anni cinquanta l’ossessiva elaborazione del volto di quella che era considerata “la donna più bella del mondo”, la cantante Lina Cavalieri.
Grazie alla collaborazione con Gio’ Ponti, incontrato un decennio prima in Svizzera, si sviluppa tutta l’indagine artistica di Fornasetti rivolta al design, all’elaborazione di progetti di interior e di allestimenti.
Il volto di Lina Cavalieri viene interpretato in mille modi, viene contaminato da visioni metafisiche e da accostamenti concettuali che rendono un piatto di ceramica una rappresentazione artistica vera e propria.

«Il pubblico mi ha spiegato che quello che facevo era qualcosa di più di una decorazione. Era un invito alla fantasia, a pensare, a evadere dalle cose che ci circondano, troppo meccanizzate ed inumane. Erano dei biglietti di viaggio per il regno dell’immaginazione»

Sarà poi Barnaba Fornasetti, il figlio, a traghettare questa indagine verso il mercato moderno.
Egli intuisce e si adopera per aprire strade verso varie frontiere materiche da aggiungere alla ceramica: parquet decorati a lasercarte da paratipiastrelle.

A noi piace molto il proposito di portare arte e bellezza negli oggetti e negli ambienti di tutti i giorni.
Voi siete d’accordo?

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Lara Badioli
Appassionata di arte (con laurea annessa), espressione e design. Mamma di due bambini, innamorata di tutto ciò che è bianco, gatto compreso. Scrivere per me è una necessità: si sa quando comincio, ma mai quando finisco.


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