Rimuovendo vecchie piastrelle, ci si chiede spesso se è possibile riadoperarle di nuovo una volta tolte.

Sfortunatamente nella maggior parte dei casi non basta.

Di fatto, essendo sigillate tra di loro con mastice e cemento, l’intonaco diviene parte integrante della superficie una volta che si secca.

Ecco cosa si deve fare per smontare le mattonelle, i potenziali vantaggi e alcune riflessioni pratiche.

Come estrarre le piastrelle nel modo giusto per riutilizzarle

Per rimuovere le mattonelle, è necessario posizionare uno scalpello vicino alla linea di stuccatura e percuoterlo delicatamente con il martello per staccare la lastra.

Durante l’operazione bisogna considerare che la superficie si può facilmente rompere o scheggiare.

La procedura può richiedere molto tempo e occorre munirsi degli strumenti adeguati:

  • Preparazione: prima di procedere con la rimozione, assicurati di proteggere idoneamente l’area circostante per scongiurare danni accidentali. Usa anche del nastro adesivo per coprire gli arredi.
  • Scelta degli strumenti: per rimuovere le piastrelle, saranno necessari arnesi appropriati quali martello, scalpello, raschietto e una spatola. Accertati di avere anche occhiali di protezione e guanti per la sicurezza personale.
  • Incisione delle fughe: utilizza un attrezzo apposito o un raschietto per tracciare i ritagli. Sarà utile per separarle e facilitare la rimozione.
  • Pulire meticolosamente: per riutilizzare le piastrelle in ceramica e avere libertà di decidere (senza spendere denaro), occorre detergerle meticolosamente. Per sgrassarle basterà immergerle in una soluzione detergente e poi levigare il cemento in eccesso.
  • Passare una spugna calda e bagnata sulla superficie: per rimuovere il resto della polvere, si può anche usare della lana d’acciaio per strofinare lo stucco, che può aiutare a staccarlo meglio.
  • Raddrizzare la lastra: a seguito dello smantellamento, effettuare un nuovo livellamento. Alla fine del procedimento è bene ispezionare la piastrella, per verificare che posi in maniera uniforme.

Come sono nati gli azulejos

Il nome “azulejos” deriva dall’arabo e ha acquisito fama in Portogallo.

La piastrella viene prodotta da cinquecento anni ed è unica come elemento decorativo e architettonico.

Ai tempi della rivoluzione industriale, queste superfici smaltate hanno acquisito progressivamente notorietà, illuminando la città con la loro luce riflessa.

 

In seguito, gli azulejos hanno fatto capolino anche nella metropolitana di Lisbona e nelle varie stazioni dei convogli.

Alcune piastrelle portano il marchio di fabbrica di artisti illustri.

Iter e composizione: un raffronto tra le superfici

Le superfici si differenziano per il loro procedimento di produzione, che si ripercuote anche sull’esito finale. Una lastra in gres porcellanato si adatta alle esigenze moderne ed è composta approssimativamente dal 70% in roccia, mentre il restante 30% è in argilla.

Le piastrelle in ceramica, d’altro canto, sono costituite dal 70% in terracotta e per il restante 30% in pietra.

Temperatura e materiali

Inoltre, è importante notare la distinzione tra ceramica e gres porcellanato, soprattutto riguardo al processo di miscelazione dei materiali.

Nel caso del gres, si utilizza acqua durante la lavorazione (processo a umido), mentre per le piastrelle per il bagno in ceramica, la procedura avviene a secco, senza alcuna aggiunta di liquidi.

Per quanto concerne la temperatura di cottura, le piastrelle in gres oltrepassano i 1200°C, quelle in ceramica raggiungono gli 850°C.

In virtù dei materiali presenti nella composizione, al modo in cui vengono mescolati e alle alte temperature a cui vengono sottoposte, le piastrelle in gres porcellanato offrono quindi una maggiore durata.

Dimensioni massime e resistenza

L’iter di produzione influisce sul formato massimo di ogni lastra.

Le piastrelle in gres porcellanato possono avere dimensioni di 120×120 cm, quelle in ceramica possono giungere fino a 60×60 cm.

Le piastrelle in gres porcellanato sono senza ombra di dubbio il rivestimento ideale in termini di resistenza alla rottura e all’usura.

Sostenibilità delle mattonelle

Le piastrelle in ceramica consumano molta meno acqua in confronto a quelle in gres porcellanato.

Questo è un elemento importante in termini di impatto ambientale e delle risorse impiegate nel processo produttivo.

Infatti, hanno bisogno di circa quattro litri per metro quadro, contro i quattordici delle mattonelle in gres porcellanato. Inoltre, poiché la temperatura di cottura delle lastre in ceramica è inferiore, si riducono anche i consumi di energia.

Pareri finali sulle piastrelle in ceramica

Quando si tratta di piastrelle in ceramica, è spesso preferibile optare per l’acquisto di nuove.

Le nuove piastrelle installate presentano un aspetto più gradevole rispetto a quelle che sono rimaste in posizione per lungo tempo.

Inoltre, sostituire le vecchie piastrelle può ottimizzare la produttività e prevenire eventuali inconvenienti durante i lavori.

Scegliendo i fornitori adeguati, è possibile ricevere preziose raccomandazioni per selezionare piastrelle che si integrino bene con quelle preesistenti.