Paris Haute Couture Week, l’evoluzione alta moda

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Paris Haute Couture Week è sinonimo di assoluta esclusività ed eccellenza sartoriale.

La declinazione massima del savoir faire artigianale su un abito. Vere e proprie opere d’arte per sognare e – in rarissimi, fortunati casi – da indossare.

È l’haute couture, l’espressione più alta della moda e della creatività degli stilisti che in questi tempi, come il resto del settore, non può fare altro che adattarsi alle circostanze.

Ed è così che la magia dell’alta sartorialità raccoglie la sfida del fashion system e, per la prima volta nella storia, la blindatissima Paris Haute Couture Week è andata in scena in modalità totalmente digitale.

E accessibile a tutti.

Nel corso di tre giornate, dal 6 all’8 luglio, le maison partecipanti hanno svelato sulla piattaforma online predisposta dalla Fédération de la Haute Couture et de la Mode le loro nuove collezioni d’alta moda per l’autunno-inverno 2020/21.

Presenti all’appello quasi tutti i grandi nomi; 34, per la precisione. Da Schiaparelli (in apertura, come da tradizione) a Dior, fino a Chanel, Elie Saab e Valentino a chiudere le danze.

Come già visto durante la recente London men’s fashion week, che lo scorso mese ha dato il via alle nuove settimane della moda digitali, non tutte le griffe hanno partecipato con una sfilata vera e propria.

La maggior parte, anzi, ha mostrato le proprie proposte in forma di presentazioni virtuali, video, interviste ai couturier e mini-documentari per svelare il mondo artigianale e le ispirazioni celati dietro questi capolavori in tessuto.

La maison Schiaparelli, il cui défilé è stato rimandato a dicembre a Los Angeles, ha questa volta optato per un cortometraggio online con cui ha spiegato l’ispirazione del direttore creativo Daniel Roseberry.

Schiaparelli-bozzetti
Schiaparelli

«Il 29 giugno mi sono messo la mascherina e sono uscito dal mio appartamento di New York, dove sono rimasto bloccato dal lockdown. È stato straordinario camminare nel parco di Washington Square un lunedì mattina e abbozzare una collezione Haute Couture.

La pandemia ha invertito tutto quello che sapevamo e al posto di una squadra per realizzare questa collezione, avevo solo la mia immaginazione. Tutto è cambiato, ma la voglia di creare non è mai stata più rilevante, né più profonda. Questa collezione è un omaggio a questo impulso.

La dedizione di Elsa Schiaparelli verso il surreale, la fascinazione per l’inversione della realtà quotidiana, non è mai stata così attuale. Questa collezione è piena di omaggi al suo lavoro e alle sue ossessioni, fatte a modo mio, nei termini di un linguaggio contemporaneo»

 

Dopo Ulyana Sergeenko, è stato il turno di Iris Van Herpen (da quest’anno membro ufficiale della Fédération), protagonista di una video-intervista.

La stilista ha presentato un solo abito in organza, enigmatico e intrigante, nel cui candore apparente si riflettono però tutti i suoi studi ottici e degli effetti della luce.

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Per Christian Dior, il direttore creativo Maria Grazia Chiuri ha invece arruolato il regista Matteo Garrone per raccontare la sua couture attraverso un fashion film dall’atmosfera fiabesca e sognante, ambientato in un bosco incantato popolato da ninfe, sirene e altre creature mitologiche.

Un-frame-del-film-Dior-by-Matteo-Garrone

Durante la prima giornata, inoltre, il duo Ralph & Russo ha svelato le sue vaporose creazioni in tulle ispirate alle Sette meraviglie del mondo in collaborazione con la modella-avatar Hauli; Olivier Theyskens ha fatto il suo debutto alla couture di Azzaro, seguito, tra gli altri, da Antonio Grimaldi e Giambattista Valli, che ha presentato un video con protagonista la top model Joan Smalls.

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Ralph&Russo

Il secondo giorno si è invece aperto con l’appuntamento su Instagram di Chanel, che ha realizzato con Mikel Jansson un video con protagoniste le modelle Rianne Van Rompaey e Adut Akech nei panni di eccentriche ma sofisticate principesse punk.

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Chanel

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Rianne Van Rompaey in Chanel by Mikel Jansson

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Adut Akech in Chanel by Mikel Jansson

In calendario a seguire nomi come Alexis Mabille, Aganovich, Stéphane Rolland, Alexandre Vauthier, Rahul Mishra e Ronald Van Der Kemp.

Tra i protagonisti dell’ultima giornata, Maison Margiela, la cinese Guo Pei, Elie Saab e Viktor & Rolf.

In chiusura come da repertorio l’haute couture firmata Valentino, che ha anticipato con un teaser video la live performance in calendario per il 21 luglio a Roma svelando il progetto Of grace and light realizzato con il visionario fotografo di moda e filmmaker londinese Nick Knight.

Frame-del-video-di-Valentino
Valentino

Grandi assenti Fendi, Balenciaga e Armani Privé – che hanno posticipato entrambi a gennaio – e Givenchy, che ha appena visto il passaggio del timone creativo da Clare Waight Keller a Matthew M. Williams.

Con un giorno d’anticipo sul calendario della fashion week, Olivier Rousteing ha invece organizzato per i 74 anni della maison Balmain un evento phygital sulla Senna trasmesso in livestream su TikTok.

Un happening di moda, musica e danza allestito su un battello ricoperto da pedane e piedistalli a specchio dove le modelle erano vere e proprie statue viventi vestite di pezzi d’archivio di Pierre Balmain e dei suoi successori Oscar de la Renta ed Erik Mortensen, ma anche da creazioni couture dello stesso Rousteing.

Già la scorsa settimana, inoltre, Dolce&Gabbana aveva svelato sfilando a porte chiuse le sue nuove collezioni Alta Moda e Alta Sartoria, rispettivamente la couture femminile e maschile della griffe.

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Federica Camurati
Federica Camurati
Fashion editor diplomata all'Istituto Marangoni e scrittrice nell'anima. Cresciuta nel cuore del Monferrato e ora milanese d'adozione, ho imparato a scrivere a cinque anni e da allora non ho più smesso. Ho una passione per i Martini, i gatti, i bei panorami, le riviste di moda, le auto d'epoca, i film con Doris Day nelle domeniche di pioggia, l'autunno e i romanzi classici, non necessariamente in questo ordine!

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