La mostra del Met Gala 2024 è pronta per accogliere i visitatori di tutto il mondo.

Oltre l’attenzione mediatica riservata al grande evento che vede protagoniste le celebrità più famose del panorama internazionale, il Met Gala è anzitutto un evento di beneficienza.

L’evento è stato infatti creato nel 1948 dal pubblicista Eleanor Lambert per raccogliere i fondi per il Costume Institute presso il Metropolitan Museum of Art di New York: una sezione del celebre museo newyorkese dedicata alla moda e alla sua affascinante storia.

Tuttavia, negli anni, è diventato molto di più: una passerella per le celebrità, un’occasione per celebrare la moda e un evento di gala iconico dove anche i non appassionati di moda non perdono i look eccentrici sfoggiati dalle star.

A trasformarlo in una grande festa, così come si conosce oggi, fu  Diana Vreeland nel 1973, ma la vera svolta è arrivata con Anna Wintour nel 1995, che lo rese un evento mediaticamente davvero rilevante.

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Alcuni vestiti in mostra ispirati alla natura, courtesy of Costume Institute

La mostra del Met Gala 2024 “Sleeping Beauty: awakening fashion”

Il Met Gala, abbreviazione di Metropolitan Museum of Art Costume Institute Gala, ogni anno propone un tema diverso che si pone come filo conduttore sia degli abiti indossati dai partecipanti, sia dell’intero allestimento.

Da “Heavenly Bodies: Fashion and the Catholic Imagination” a “Camp: Notes on Fashion”, i temi del Met Gala spaziano dalla religione alla cultura pop. Quest’anno il tema è stato “Sleeping Beauty: awakening fashion”, ovvero Le belle addormentate: il risveglio della moda il cui tema ha guidato la scelta del dress code della serata del 6 maggio, The Garden of Time.

Inaugurata il primo lunedì di maggio, la mostra si protrarrà fino al prossimo 2 settembre. Comprende circa 250 pezzi della collezione permanente del Costume Institute, molti dei quali mai mostrati al pubblico.

Già dal red carpet, si è visto che la natura fa da padrone a questa esposizione. Abiti decorati con i temi della botanica ed elementi della natura stessa che diventano abiti e accessori.

L’obiettivo – ha spiegato Andrew Bolton, curatore capo dell’Anna Wintour Costume Center del Met – è stato soprattutto quello di esporre circa 50 pezzi dal grandissimo valore storico e dall’incomparabile bellezza. Così, abiti preziosi e inediti sono esposti in modi sorprendenti in dialogo con creazioni moderne e contemporanee dei grandi couturier e designer di oggi.

La mostra multisensoriale al Costume Institute di New York

Con Sleeping Beauty i capi tornano ad essere vibranti, dinamici e pieni di vita.

Attraverso la mostra la moda esplora il tema della natura, che funge da metafora della fugacità delle tendenze e della moda. Per farlo, è stata ricreata un’esperienza multisensoriale. Sono stati quindi creati degli espedienti attraverso cui i visitatori del Costume Institute di New York possono annusare gli abiti, o meglio le storie aromatiche dei cappelli decorati con motivi floreali o toccare le pareti delle stanze adornate dai ricami dei capi selezionati.

Tutto punta ad un ripensamento complessivo degli abiti con l’obiettivo di conservare e valorizzare la loro bellezza materica e valoriale.

 

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Un abito di Marni in mostra, courtesy of Costume Institute

Gli abiti esposti

Nel percorso ricostruito per la mostra del Met Gala 2024 parte dagli elementi naturali. Si tratta in particolare di tre capitoli: terra, mare e cielo. Su tutti, un abito che rievoca l’acqua è l’abito Venus realizzato da Christian Dior nel 1949 ispirandosi alla Nascita di Venere del Botticelli dove mima la spuma del mare.

Allo stesso modo il cappotto disegnato da Jonathan Anderson per Loewe rievoca la terra. Uno dei capi di esposizione più affascinanti della mostra in cui sono stati seminati avena e segale. Qui i germogli cresceranno, produrranno le piante e quindi moriranno durante i quattro mesi della mostra.

Simbolo della mostra poi è lo scenografico Terrarium Dress della Primavera Estate 2024 del brand Undercover, abito da cocktail semi-trasparente la cui gonna-teca è un illuminato che racchiude elementi naturali come roseti e piante.

Non mancano poi due esempi di abito farfalla del 1955 disegnati da Charles James, attraverso cui riflettere sul tema della bellezza effimera.

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Gli abiti di Dior, courtesy of Costume Institute