Yese Studio, borse scultoree in mostra a Milano

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Un po’ opere d’arte e un po’ accessori must have.

È questa la definizione più calzante per le borse scultoree di Yese Studio Milano.

Definito da linee pulite, forme monumentali e nuance delicate, ogni modello del marchio – che in breve tempo da emergente si è imposto sulla scena fashion come designer brand indipendente – è concepito come se fosse un oggetto artistico da poter indossare.

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In foto: borse minimal

Dall’incontro tra un designer e un artigiano della label sono nate borse minimaliste come Elizabeth, Helen e Ilia.

La clic-clac bag Kiki dalla forma a diamante può essere indossata a spalla o cross-body grazie a una catena o a una tracolla di pelle.

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Lo scultoreo modello Cris è invece ispirato allo storico mercatino vintage sul Naviglio di Milano.

La componente statuaria è molto presente in ciascun prodotto.

Insieme a piccoli dettagli che tornano ciclicamente nei diversi modelli dando vita a una narrazione silenziosa che unifica il legame tra l’arte e il messaggio estetico.

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La componente statuaria è molto presente in ciascun prodotto

Un rapporto recentemente messo in evidenza attraverso la mostra “YESE As Seen By”, andata in scena a Milano nello spazio espositivo in zona Garibaldi di Art Luxury Showroom, press office dell’azienda.

Strutturata in quattro diverse installazioni espositive in cui fondere arte e cultura del brand, l’exhibition è stata progettata dall’art director Cristiano Rizzo con lo scopo di trasmettere l’anima del marchio, la sua ispirazione e la selezione dei materiali.

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Yese Studio: Collaborazioni con artista Cristiano Rizzo

Uno spazio è stato inoltre dedicato alle numerose collaborazioni nate dall’incontro con alcuni artisti contemporanei, tra cui Giulia Gentilcore e Giacomo Monza.

Un vero e proprio percorso esperienziale e creativo.

Ha saputo raccontare come da sempre la passione per l’arte sia l’elemento centrale dello stile di Yese Studio.

L’esposizione ha inoltre voluto evidenziare come il design industriale e il mondo dell’arte abbiano un ruolo equo e complementare.

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Un vero e proprio percorso esperienziale

Muovendosi all’interno dello spazio della mostra, infatti, i visitatori sono stati in grado di percepire l’equilibro emergente tra arte e praticità in funzione di un prodotto .

Un esempio è la borsa che ha come priorità l’estetica, senza dimenticare la sua funzione principale di porta oggetti, come ha sottolineato Cristiano Rizzo.

La mostra, oltre a esporre le borse e le opere realizzate dal collettivo come:

  • la serie di piatti Meal Porcelain, ispirata alla figura mitologica greca di Circe rappresentata tra elementi astronomici e creature magiche in una composizione visiva attraente e colorata,

ha lasciato spazio all’interazione diretta con strumenti, progetti e materiali per accompagnare i visitatori nella comprensione delle dinamiche del processo creativo e della sua interazione con la ricerca artistica.

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Piatti Meal Porcelain

Nel percorso pensato dal curatore è stato infatti allestito uno spazio per manipolare campioni di pelle e di tessuto per dar forma e rifinire oggetti artigianali che sono così diventati creazioni uniche disegnate e realizzate dai visitatori.

Accanto a questa area era inoltre presente un laboratorio in cui sperimentare il deterioramento ecosostenibile degli imballaggi, un altro tema cruciale per l’azienda.

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Laboratorio in cui sperimentare il deterioramento ecosostenibile degli imballaggi

Mostrando attenzione verso il tema della sostenibilità, infatti, Yese Studio impiega nel trasporto e nell’imballaggio di tutte le grandi quantità di prodotti una schiuma di mais.

Quest’ultima è degradabile e può sciogliersi in acqua ed essere smaltita naturalmente.

In linea con gli obiettivi delle Save Initiatives for the Environment, le azioni del brand per la protezione della biodiversità nel mondo mirano a

  • promuovere un futuro più ecosostenibile per il design.

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In foto: spazio ecosostenibile per il design.

Lungo il percorso erano inoltre a disposizione corner interattivi per la prova degli strumenti di lavoro.

Sono luoghi studiati apposta per approfondire la conoscenza dei prodotti e per consultare il materiale informativo.

Un’iniziativa che, come hanno spiegato gli artisti di Yese Studio, ha voluto rendere evidenti i nuovi processi creativi che congiungono moda e arte.

«L’industria della moda sta cambiando.

Finalmente le persone cercano un prodotto che tenda a esprimere il loro carattere per distinguersi dalla massa e noi, nel nostro caso, utilizziamo il linguaggio dell’arte per creare un design che mostri la nostra personalità».

Non a caso il motto del brand è proprio “Yes for every’, yes for aesthetic”.

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Federica Camurati
Federica Camurati
Fashion editor diplomata all'Istituto Marangoni e scrittrice nell'anima. Cresciuta nel cuore del Monferrato e ora milanese d'adozione, ho imparato a scrivere a cinque anni e da allora non ho più smesso. Ho una passione per i Martini, i gatti, i bei panorami, le riviste di moda, le auto d'epoca, i film con Doris Day nelle domeniche di pioggia, l'autunno e i romanzi classici, non necessariamente in questo ordine!

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