Il Bivacco Fanton sulla regina delle dolomiti
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Oggi vi portiamo in un luogo davvero suggestivo, dove il panorama vi lascerà senza fiato. Stiamo per scoprire un rifugio che rappresenta un vero e proprio esempio di design contemporaneo applicato all’architettura di montagna: il Bivacco Fanton.
Situato tra le alte vette, questo bivacco è un punto di partenza per esplorare la bellezza incontaminata delle Dolomiti, proprio come il Monte Rosa. Tuttavia, ciò che lo rende unico non è solo la sua posizione mozzafiato, ma anche il suo design innovativo. Diversamente dalla maggior parte dei bivacchi tradizionali, questa struttura è stata progettata con elementi strutturali all’avanguardia. Pensati per resistere agli agenti atmosferici estremi tipici dell’alta montagna.
La sua struttura metallica, ispirata all’estetica minimalista, richiama il made in Italy e l’eccellenza dell’azienda italiana che l’ha realizzato. Il progetto potrebbe quasi essere esposto alla Triennale di Milano o al MoMA di New York. Accanto alle opere di grandi maestri della storia del design italiano, come Ettore Sottsass, Michele De Lucchi e Philippe Starck.
Questo bivacco non è solo un rifugio, ma un’icona del design funzionale e sostenibile. Infatti dimostra come l’architettura possa essere utilizzata anche in ambienti estremi, senza rinunciare all’innovazione estetica. Scopriamolo insieme, esplorando anche altri elementi che lo rendono un capolavoro di ingegneria e stile.

La forma a cannocchiale del Bivacco Fanton
Dove si trova il nuovo bivacco Fanton
Il rifugio è posizionato sulla catena delle Marmarole. Un luogo selvaggio e impervio.
In particolare si trova a 2.670 metri a Forcella Marmarole dove roccia, luce, vento e neve dominano il paesaggio.
Per il Cai di Auronzo si tratta di un sogno che si realizza. Ovvero la possibilità di sostituire il vecchio bivacco degli anni ’70 con una nuova struttura, posizionata bel 1000 metri più in alto.
La fondazione Architettura Belluno Dolomiti ha infatti indetto un concorso per realizzare del bivacco.
Concorso vinto dallo Studio Demogo di Treviso che ha voluto realizzare una struttura adagiata direttamente sul crinale.
Infatti si è cercato di valorizzare l’inclinazione della montagna, inserendo il bivacco in maniera inclinata.
L’inclinazione ha richiesto di adattare lo spazio interno. Per questo le stanze interne sono disposte dal basso all’alto come se fossero delle terrazze con vista puntata su Auronzo di Cadore.
Si capisce molto bene che dal punto di vista tecnologico il compimento del bivacco abbia richiesto tanta conoscenza tecnica, affrontando sfide tecnologiche complesse.

Il bivacco
Il nuovo bivacco Fanton ospita 12 posti letti e dispone di un angolo cottura. Si propone come un progetto che lascerà senza fiato gli escursionisti alla vista del meraviglioso paesaggio.
Il bivacco appare sulla montagna come i più belli oggetti di design. E’ il primo rifugio alpino a godere di un design italiano.
Niente impianti di risalita per raggiungerlo, ma buone gambe e tenacia.
Tra l’altro proprio da qui si parte per salire verso la cima più alta delle Dolomiti. Ovvero il Monte Froppa.
Se volete vivere in prima persona questa meravigliosa esperienza non vi resta che fare lo zaino e partire.
Ricerca sui materiali
Per sviluppare l’interno del bivacco Fanton si è usato un materiale composito, creato apposta per adattarsi all’orografia del territorio.
Utilizzando questo materiale, la struttura è molto leggera sebbene le dimensioni non siano piccole.
Invece riguardo ai materiali isolanti per l’esterno, la ditta Soprema ha fornito un particolare tipo di materiale. Questo verrà studiato per valutarne l’efficienza in presenza di condizioni ambientali difficili.
Siamo di fronte quindi a un progetto teso a esplorare nuovi confini tecnologici e spaziali, lavorando anche sui materiali in alta quota.

Le fasi di installazione
Chiaramente il bivacco non è stato costruito sul posto.
Sarebbe davvero impresa impossibile.
Le opere di costruzione della struttura sono iniziate ad Ancona. Per problemi tecnici però è stato ultimato in Tunisia.
Una volta pronto ha dovuto attendere la fine del lockdown dovuto dalla pandemia prima di poter essere installato.
E’ stato poi un elicottero proveniente dalla Svizzera a trasportare la struttura sulla Forcella, a 2.667 metri.
Una volta adagiato il bivacco al suolo è avvenuto l’ancoraggio ad una struttura in acciaio disposta, come detto sopra, in modo obliquo.
A questo punto la struttura è stata rivestita esternamente con una protezione fatta di metallo e zinco.
Dall’esterno il bivacco appare come un cannocchiale offrendosi come punto privilegiato di osservazione nel cuore della montagna.

Una struttura mimetica per il bivacco Fanton
Questa architettura in alta quota si fonde con il paesaggio stessa.
Alimenta la voglia di esplorare e di avventurarsi verso un luogo dove la natura regna sovrana e l’uomo si sente piccolo.
L’interno del bivacco in legno ammorbidisce il suo aspetto esterno rigoroso e geometrico. Il vetro poi che permette la meravigliosa vista sulle Dolomiti si unisce al tutto alimentando le suggestioni.
Davvero un rifugio di montagna molto diverso dal solito. Si presenta come un corpo proteso nel vuoto.
La struttura per la sua particolarità e la sua innovazione tecnica ha vinto numerosi premi.
Tra questi si ricorda la selezione per la Biennale di Architettura di Venezia e il premio De Albertis alla triennale di Milano. Entrambi risalgono al 2018.

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