Fino a domenica 30 giugno è possibile visitare la mostra ITALIA REVISITED #1 – Campionario per immagini di Massimo Baldini presso la Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna.

Lo spazio espositivo, nato nel 2021 da particolare attenzione alla scultura, ma nel 2024 si è aperto alla fotografia.

Esplora le relazioni di questo media con la ricerca plastica, il paesaggio e lo spazio, fisico e mentale.

A curare questa nuove esposizione ravennate, è Claudio Marra, professore ordinario di Storia della fotografia presso l’Università di Bologna.

Marra ha indagato in prospettiva storica i rapporti tra fotografia e arti visive, insieme ad aspetti teorici legati all’identità del mezzo e alle problematiche aperte dal passaggio dal sistema analogico a quello digitale.

Vediamo insieme cosa racchiude questa nuova personale di Massimo Baldini.

Installazion views di ITALIA REVISITED #1 fotografati da Daniele Casadio
Installazion views di ITALIA REVISITED #1 fotografati da Daniele Casadio

ITALIA REVISITED #1 è un progetto di lungo periodo articolato in più segmenti.

È stato presentato nel 2023 al Baraccano di Bologna e viene ora riproposto in un nuovo allestimento.

Quest’ultimo è concepito per gli spazi della Fondazione Sabe per l’arte e riserva un omaggio inedito a Ravenna.

Il tutto parte da un da un grandissimo lavoro attuato a metà degli anni Ottanta: il Viaggio in Italia dei fotografi capitanati da Luigi Ghirri.

Viaggio in Italia ha saputo rivoluzionare l’iconografia del paesaggio nel nostro paese, liberandola dal vecchio modello-cartolina.

Trascorso un quarantennio, siamo di fronte a una nuova radicale trasformazione, caratterizzata dalla pervasività della produzione e dalla commistione di scenari eterogenei.

In questo contesto si inserisce Massimo Baldini che, dopo aver lavorato a lungo nell’editoria, ora si dedica esclusivamente alla fotografia.

Nasce ad Ancona ma è bolognese d’adozione; è autore di un nuovo modo di vedere il paesaggio italiano.

Il tutto viene campionato per immagini nel suo primo volume di Italia Revisited #1, contraddistinto da lampi di ironia e magnifiche incongruenze.

Alcuni esempi: il paralume di una lampada ammicca alla cupola del Brunelleschi, il David di Michelangelo sorveglia uno sportello bancomat, un bronzo di Riace garantisce la segnalazione di TripAdvisor, il decoratore di una pizzeria cita Edvard Munch.

Massimo Baldini, ITALIA REVISITED #1 Campionario per immagini
Massimo Baldini, ITALIA REVISITED #1 Campionario per immagini

Fotografia a sette incognite.

È lo stesso Massimo Baldini – con foto e testi in sala – a svelarci il suo processo e le sue reference.

Ci racconta di quando, negli anni Sessanta, Carlo Fruttero e Franco Lucentini curano un’antologia di fantascienza, poi divenuta celebre, intitolata Universo a sette incognite.

Partendo da questo lavoro, Massimo Baldini concepisce il suo ITALIA REVISITED come un sistema a sette incognite, che propone di decifrare anzitutto a se stesso.

In un gioco di rispettive forze gravitazionali, i suoi motivi ispiratori definiscono, se non proprio un universo, almeno una piccola costellazione.

La personale di Massimo Baldini è stata curata da Claudio Marra ©Daniele Casadio
La personale di Massimo Baldini è stata curata da Claudio Marra ©Daniele Casadio

ITALIA REVISITED è quindi una costellazione di elementi.

Il primo elemento è lo «stile documentario».

Massimo Baldini si rifà a Walker Evans, prediligendo una ricerca in cui l’intento della documentazione si declina, o meglio si incarna, in una scelta estetica. 

Il secondo elemento è il «paesaggio esterno» dell’Italia tardo-industriale.

Troviamo reperti, come sopravvivenze storiche disseminate lungo tre millenni.

Ci sono elementi di continuità, tra i tetti, nella composizione di certi conglomerati abitativi – già visibili nella pittura medievale e rinascimentale.

Il terzo elemento è un «paesaggio interno» che affianca e completa quello esterno, esaltandone il senso.

Questo terzo elemento, il paesaggio interno, è discende linearmente dal progetto Viaggio in Italia.

Racchiude quelle immagini che col paesaggio tradizionalmente inteso non hanno nulla a che fare. Baldini  ricorda l’introduzione al Viaggio scritto da Arturo Carlo Quintavalle: «Ma la città, quella vera, quella che le cartoline mai rappresentano, è fatta di interni».

Il quarto elemento è l’«ordinarietà dell’arte» come dimensione costitutiva del paesaggio, esterno e interno, specie in Italia.

Nell’opera I mondi dell’arte di Howard Becker, l’autore critica «la tendenza a considerare l’arte qualcosa di speciale che non può essere trattato alla stregua delle altre attività “normali”».

ITALIA REVISITED considera l’arte, nelle sue molteplici accezioni, un elemento imprescindibile soprattutto della vita ordinaria. 

ITALIA REVISITED #1 - Campionario per immagini è ospitata dalla Fondazione Sabe per l'arte di Ravenna
ITALIA REVISITED #1 – Campionario per immagini è ospitata dalla Fondazione Sabe per l’arte di Ravenna

Il quinto elemento è la «macchia umana».

Nelle fotografie sono quasi del tutto assenti le persone, ma di esse si trovano tracce indelebili nei paesaggi, negli ambienti e, semplicemente, nelle cose. 

Il sesto elemento è la «serialità eterogenea».

Nel lavoro di Baldini la serialità è eterogenea, costruita su varianti dello stesso oggetto, ma su una mescolanza di 20 oggetti, elencati in una Tabula e ricombinati in un numero praticamente infinito di varianti.

Il settimo elemento è l’«ancoraggio a terra».

Il fotografo vuole scaricare l’idea che la realtà sia tanto più comprensibile quanto più sia vista da lontano non mi convince.

“Credo che per sapere com’è davvero un paese sia meglio scendere dall’alto e tornare quaggiù, dove vivono le persone «ordinarie»”.

È così che lo spettatore viene invitato a indagare il nostro Paese, e non solo.