Il Jewel Changi Airport di Singapore

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L’architetto Moshe Safdie da vita ad un nuovo modo di vivere gli spazi aereoportuali, realizzando un incredibile ecosistema verde coperto in cui natura e architettura si legano alla perfezione.

Ci troviamo all’interno del Jewel Changi Airport, l’aeroporto più importante di Singapore, e ciò che ha realizzato il progettista nel 2019, con la collaborazione di molti professionisti del settore, non ha eguali nel mondo.

Oltre ad essere un collegamento importante tra i differenti terminal esistenti, riesce a stravolgere completamente l’immagine comune di aeroporto.

Una delle particolarità è la possibilità di accedere a questa zona anche senza carta d’imbarco diventando, così, un vero e proprio spazio pubblico.

Il Jewel Changi Airport di Singapore

Ricerca, innovazione e tecniche antiche, come il recupero dell’acqua piovana, sono alla base del concept progettuale dell’imponente struttura trasparente che accoglie uno shopping center e una foresta pluviale con una cascata.

“Jewel crea una nuova esperienza, trasformando l’aeroporto in un centro urbano in cui i viaggiatori, visitatori e residenti sono coinvolti. Questo fa eco alla reputazione di Singapore nominata “La città giardino”.

racconta M.Safdie

Si tratta di una cupola di vetro e acciaio con lastre di supporto ad alte prestazioni.

Nello specifico è stata progettata per far filtrare la maggior quantità possibile di luce e calore, senza surriscaldamento interno, in modo da agevolare la crescita delle piante.

Ogni lastra di vetro, inoltre, è in grado di assorbire il suono degli aerei in transito ed evitare pericolosi riflessi per i controllori del traffico.

Nelle ore serali, la facciata vetrata sembra quasi scomparire, lasciando intravedere il bellissimo verde al proprio interno.

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L’area si sviluppa su 10 piani (5 dei quali dedicati solo al parcheggio) su di una superficie totale di 130.000 mq.

Una volta entrati, è praticamente impossibile non rimanere affascinati dalla moltitudine di passerelle, percorsi alberati e architetture.

Tre elementi vi lasceranno senza fiato: La Shiseido Forest Valley, il Rain Vortex e il Canopy park.

Il Jewel Changi Airport di Singapore
Il Jewel Changi Airport di Singapore

SHISEIDO FOREST VALLEY

Si tratta di un giardino terrazzato che attraversa tutti i cinque piani della costruzione dando l’illusione ai negozi e ai visitatori di essere immersi nella natura.

Al suo interno, la foresta accoglie 120 specie di piante selezionate, tenute ad una temperatura costante di 23 gradi.

RAIN VORTEX

E’ considerata sicuramente una delle attrazioni più spettacolari del Jewel Changi Airport.

E’ una cascata indoor alta circa 40 metri, solo seconda a quella che verrà inaugurata nel 2020 in Cina nel progetto Eden.

“La luce penetra ovunque mentre il tetto si traforma, accogliendo una spettacolare cascata”

M.Safdie

L’acqua scende a caduta libera dando vita ad una vera e propria opera d’arte.

La sua forma ad imbuto raccoglie l’acqua dei forti temporali, rimettendola in circolo per raffrescare l’ambiente e irrigare gli arbusti dei giardini pensili.

Sembra incredibile pensare che sia in grado di incanalare fino a 10.000 litri d’acqua al minuto.

Questo è uno dei temi caldi per l’architetto Safdie.
Negli ultimi anni, infatti, si sta impegnando a realizzare edifici quanto più versatili, che riescano ad adattarsi ai cambiamenti climatici e alle condizioni metereologiche più estreme.

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CANOPY PARK

Il Canopy park è stato realizzato al livello più alto dell’edificio e racchiude un mondo naturale incantato di circa 14.000 mq.

Arrivati qui, potrete percorrere il Canopy Bridge, un ponte completamente vetrato lungo 50 metri che si eleva ad un’altezza di 23 metri dal suolo e affaccia sulla Rain Vortex e la Shiseido Forest Valley.
Il suo interno è stato progettato per catapultare i visitatori in percorsi verdi rilassanti, giochi per i più piccoli e istallazioni luminose.

Il Jewel Changi Airport di Singapore

Ne sono un esempio l’Hedge Maze, il più grande labirinto di siepi al coperto di Singapore e il Manulife Sky Nets, una serie di sentieri realizzati su reti.
I visitatori, infatti, dovranno camminare su di una rete a 25 metri d’altezza, rimanendo quasi sospesi nel vuoto.

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Eleonora Bosco
Eleonora Bosco
Dopo la laurea in Architettura al Politecnico di Torino mi trasferisco nella metropoli romana dove inizio a collaborare con differenti realtà che fanno capo alla mia unica grande passione: l’interior design. Amo tutto ciò che è insolito, colorato, molto colorato e fuori dagli schemi. Ad oggi collaboro con alcune testate giornalistiche di settore e come web editor freelance nel campo dell’arredo.

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