Il Cibo è Arte, ma soprattutto il Cibo può essere un pezzo di Design.

Abbiamo letto di recente un pezzo molto interessante sull’inserto “doom” di Repubblica.

Oggi ve lo riportiamo a modo nostro, mostrandovi alcuni degli scatti che i protagonisti di questa storia ci lasciano sui loro profili social.

Il Cibo è Arte nelle opere di Marti Guixè | Instagram @martiguixe
Il Cibo è Arte nelle opere di Marti Guixè | Instagram @martiguixe

Irresistibili opere da guardare, toccare, mangiare.

Nel mondo dei personaggi che vi presentiamo oggi, oggetti di arredo di stanze come oggetti di arredo di tavole, sono sullo stesso piano.

Le poltrone sono per loro fatte in pasta di brioche, le torri sfidano il cielo con piani di marshmallow, le posate non sono ciò che sembrano.

Lo sanno bene i food designer: nel nostro mondo virtuale, il cibo è rimasto l’ultimo oggetto del desiderio in grado di nutrire il corpo.

Ma non solo.

Il Cibo è Arte e, come tale, è capace di nutrire anche l’anima.

Alla Galleria Nazionale, Martí Guixé presenta Food Age. Foto as Influencer, un’installazione pazzesca tutta incentrata sul cibo.

Martí Guixé è un creativo rivoluzionario: ama mescolare antropologia e umorismo, tipografia e football.

Lo fa anche quando abbina i mondi del design e della gastronomia.

A proposito di quest’ultima sfera, Martí Guixé ci ricorda quanto ormai sia considerata obsoleta.

«Oggi, come forma di nutrizione, non ha più senso», spiega, «perché è basata solo su sapore e consistenza ma non si è evoluta dal punto di vista funzionale. Il food design nasce proprio per questo».

Infine, prende una cosa: «Il cibo diventerà l’oggetto più progettato, desiderato e significativo della nostra società».

Alcuni capolavori di Jouw Wijnsma e Martin Kullik | Instagram @Steinbeisserorg
Alcuni capolavori di Jouw Wijnsma e Martin Kullik | Instagram @Steinbeisserorg

Il Cibo è Arte anche per lo studio creativo Steinbeisser.

Steinbeisser è l’unico studio creativo al mondo dove artigianato, design, gastronomia e natura si fondono in una cosa sola.

È una realtà assolutamente da conoscere, fondata nel 2009 da Jouw Wijnsma e Martin Kullik.

Sempre Jouw Wijnsma e Martin Kullik hanno dato vita Experimen-tal Gastronomy, progetto che riunisce chef e artisti di tutto il mondo in un’esperienza dove ogni cosa, dal cibo alle bevande, è di origine vegetale, stagionale e arriva solo da agricoltori locali biologici e biodinamici.

Una delle particolarità di questi designer è di creare posate mai viste prima, che esplorano le infinite modalità di gustare il cibo.

La ricerca formale deriva dalla necessità di trovare nuovi modi di gustare gli alimenti.

Ecco allora che queste stoviglie d’autore, questi pezzi di Design «Possono essere amati per la loro funzione stimolante ma anche per la loro bellezza».

Le opere culinarie di Laila Gohar sono assurde | Instagram @lailacooks
Le opere culinarie di Laila Gohar sono assurde | Instagram @lailacooks

Tante sono le figure femminili che emergono in questo incontro tra Cibo e Arte.

C’è Laila Gohar, nata in Egitto ma americana di adozione.

La sua creatività, che vede il cibo come mezzo creativo, non conosce confini.

Ha fondato a New York “Sunday Supper”, agenzia di catering decisamente originale.

L’obiettivo è quello di unire gli esseri umani grazie agli alimenti.

Nel suo mondo, umili patate si sovrappongono in torri di croquembouche reinventate, mentre sedie moderniste si trasformano in dolcissime torte alla panna.

Fra i suoi clienti si contano Prada, Hermès, Comme des Garçons, Simone Rocha e Sotheby’s.

Coinvolge il pubblico sfruttando il binomio ali-menti-narrazione visiva.

«Il cibo è al centro della nostra esistenza ed è diventato per me una forma di espressione importantissima. Come puoi non amarlo?».

Il cibo è arte negli impiattamenti di Helen Flammia | Instagram @hellys _kitchen
Il cibo è arte negli impiattamenti di Helen Flammia | Instagram @hellys _kitchen

Poi c’è Helen Flammia, food designer italiana, capace di trasformare ciò che mangiamo in una vera e propria opera d’arte.

«Attraverso i mici piatti rendo omaggio a quello che il cibo rappresenta, cercando di donargli anche un volto nuovo, poetico e originale».

Fa ora parte di di Gronda, piattaforma online di contenuti professionali di alta cucina per food creator e chef che su Instagram supera il milione di follower (@gronda).

Essere membro di Gronda significa aver portato il suo amore per l’arte dell’impiattamento ad un livello professionale artistico, da anni collabora con importanti ristoranti europei.

«Il mio sogno è dare vita a qualcosa che nutra corpo e anima. Perché non c’è strumento migliore del cibo per divulgare amore, comunicare emozioni, raccontare una storia ed entrare in connessione con gli altri».

Oxana Cretu porta in cucina tutto l'amore che c'è | Instagram @oxana_cretu
Oxana Cretu porta in cucina tutto l’amore che c’è | Instagram @oxana_cretu

Infine, c’è Oxana Cretu, che ha appena aperto a Bordeaux il suo nuovo ristorante “Inima”, che in romeno significa “con tutto il cuore”. 

Venti posti a sedere e tante passione per la cucina: il tutto come atto d’amore per la figlia.

«Volevo lasciare qualcosa a mia figlia e renderla orgogliosa di me».

Eco perché i suoi piatti sono un omaggio alle radici moldave, ai sapori dell’infanzia, ma anche a se stessa.

Il collettivo WE ARE ONA unisce cucina ed esperienza | Instagram @we.are.ona
Il collettivo WE ARE ONA unisce cucina ed esperienza | Instagram @we.are.ona

Ad accompagnare queste figure femmine c’è il collettivo itinerante di alta cucina WE ARE ONA.

I suoi componenti puntano a valorizzare la creatività dei giovani chef, organizzando rendez vous estemporanei all’interno di ristoranti effimeri.

Ne nascono così esperienze che offrono agli chef totale libertà e agli ospiti un’esperienza sensoriale unica e irripetibile.

Anche loro hanno lavorato con brand come Chanel, Moncler, Gucci e Chloé.