Il MAXXI di Roma ospita “Col Tempo. Guido Guidi, 1956-2024”, la più ampia monografica mai realizzata sull’opera del fotografo cesenate, tra i più grandi protagonisti della fotografia italiana contemporanea.
Curata in collaborazione con l’Archivio Guido Guidi, la mostra raccoglie oltre 400 fotografie e numerosi inediti, costruendo un percorso che attraversa quasi settant’anni di ricerca visiva.
L’esposizione si sviluppa su due livelli: quello verticale delle stampe fotografiche, organizzate in 40 sequenze curate dall’autore, e quello orizzontale delle teche d’archivio, che restituiscono il contesto e il processo creativo dell’artista.
Il lavoro di Guidi, da sempre in bilico tra fotografia documentaria e riflessione concettuale, si interroga sullo scorrere del tempo, sulla memoria dei luoghi e sulla natura stessa dell’atto fotografico.
Un’occasione unica per approfondire il contributo di un autore che ha ridefinito il nostro modo di guardare il paesaggio.

“Col Tempo” si fa archivio vivente tra memoria e ricerca
L’archivio è il cuore pulsante della mostra, non solo come contenitore di immagini, ma come spazio di riflessione e creazione continua.
La casa-studio di Guidi a Ronta di Cesena diventa il punto di partenza del percorso espositivo, che si apre con la serie “Preganziol” e con una video-installazione di Alessandro Toscano, che offre un’immersione nella metodologia dell’artista.
Attraverso una sequenza di materiali d’archivio, il pubblico entra nel laboratorio di Guidi, esplorando i suoi quaderni, i progetti editoriali e i documenti che testimoniano un’indagine lunga decenni sul linguaggio della fotografia.
Il MAXXI celebra l’importanza di questo archivio acquisendo un corpus significativo di opere, provenienti dalle serie “Di Sguincio”, “Facciata”, “Dintorni”, “Raccolta Indifferenziata” e “In Archivio”, che vanno ad arricchire le collezioni permanenti del museo.

Un viaggio attraverso la fotografia del paesaggio
Il percorso della mostra segue un ordine cronologico, ripercorrendo le principali serie fotografiche di Guidi.
Dai primi esperimenti degli anni Cinquanta e Sessanta, influenzati da un approccio formale rigoroso, alle ricerche sul paesaggio degli anni Ottanta e Novanta, la sua fotografia evolve mantenendo una coerenza stilistica unica.
Negli anni Settanta, l’artista sviluppa un doppio registro: da un lato, con apparecchi di piccolo formato, esplora il proprio microcosmo quotidiano; dall’altro, ispirato da Walker Evans, si dedica all’indagine sull’edilizia ordinaria della provincia italiana.
Negli anni Ottanta, il paesaggio diventa il fulcro della sua ricerca: dalla Romagna alla Via Emilia, fino ai grandi progetti internazionali, come il viaggio lungo la strada B1 in Europa.
Guidi non fotografa solo il paesaggio fisico, ma il modo in cui esso cambia nel tempo, rivelando le tracce della storia e della trasformazione sociale.

“Col Tempo” mette in rapporto fotografia e architettura
Uno degli aspetti più interessanti della mostra è la sezione dedicata all’architettura e all’urbanistica, in cui Guidi affronta il rapporto tra spazio costruito e percezione visiva.
In questa sezione emerge il suo interesse per i grandi maestri del modernismo, tra cui Carlo Scarpa, cui dedica un progetto sulla “Tomba Brion”, documentata attraverso immagini che ne catturano le geometrie e le interazioni tra luce e materia.
Il fotografo si avvicina agli edifici “nella modalità dell’apprendere”, cercando di entrare nel processo mentale dell’architetto e restituirne la poetica visiva.
Le sue immagini non sono mai semplici documentazioni, ma riflessioni sullo spazio e sulla sua interpretazione attraverso la fotografia.

Il legame di Guido Guidi con Cesena e la Biblioteca Malatestiana
Parallelamente alla mostra romana, il Comune di Cesena celebra Guidi con l’esposizione “Guido Guidi. Sul Campo”, inaugurata sempre il 20 dicembre 2024.
Questa mostra raccoglie 100 fotografie realizzate negli anni Ottanta nel territorio cesenate e romagnolo, destinate a entrare nella collezione della Biblioteca Malatestiana.
Il progetto, realizzato in collaborazione con la Regione Emilia-Romagna, rappresenta un ulteriore tassello nel lavoro di catalogazione e valorizzazione dell’Archivio Guidi.
Le immagini in mostra testimoniano l’attenzione dell’artista per il paesaggio della sua terra, documentato con uno sguardo sensibile e rigoroso, capace di cogliere le sottili trasformazioni del territorio nel corso del tempo.

Un libro e un ciclo di incontri per approfondire “Col Tempo”
In occasione della mostra, il MAXXI e l’editore MACK pubblicano un volume monografico su Guido Guidi, che raccoglie le principali serie fotografiche dell’autore, con saggi curatoriali e testi critici.
Il libro offre una panoramica approfondita del lavoro di Guidi, evidenziando il suo contributo alla fotografia italiana e internazionale.
Inoltre, il museo organizza un ciclo di incontri, talk e workshop dedicati all’artista, coinvolgendo critici, curatori e fotografi.
L’Ufficio Educazione propone anche un programma di visite-esplorazione e laboratori rivolti a bambini, famiglie e giovani autori, in collaborazione con Allegra Martin, ex allieva di Guidi.
“Col Tempo. Guido Guidi, 1956-2024” non è solo una retrospettiva, ma un invito a riflettere sulla fotografia come strumento di conoscenza, memoria e narrazione del mondo che ci circonda.