«Forever Valentino», due parole affilate per racchiudere il messaggio della più grande mostra mai dedicata alla maison romana.

Un’esposizione che vale un viaggio, dal momento che è stata appena inaugurata all’M7, l’hub del design e dell’innovazione di Msheireb Downtown, Doha.

In programma fino al 1° aprile 2023, l’exhibition è anche la prima presentazione della casa di moda in Medioriente.

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«Forever Valentino», la più grande mostra dedicata alla maison romana, inaugura all’M7 museum, l’hub di design e innovazione a Msheireb Downtown, Doha

E rende omaggio al fondatore, Valentino Garavani, e al suo patrimonio haute couture.

Nell’anno delle celebrazioni del 90° compleanno del founder, «Forever Valentino» ha inoltre aperto le sue porte qualche mese dopo lo show Valentino “The Beginning” haute couture a Roma.

E la mostra è pronta a portare la capitale italiana nel cuore di Doha.

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Il rosso, colore signature di Valentino, è qui esposto in 34 tonalità, ma sono  più di 550 le sfumature di rosso presenti nei soli archivi di alta moda del brand

Grazie a una scenografia che evoca la città eterna, dove il brand, oggi sotto l’egida di Mayhoola, è stato fondato nel 1959.

Oltre 200 look Valentino haute couture e prêt-à-porter per la prima mostra del brand in Medioriente

Con oltre 200 capi d’archivio tra creazioni Valentino haute couture e abiti prêt-à-porter, «Forever Valentino» evoca i ricordi dei sei decenni di storia della casa di moda.

Ma l’exhibition non è concepita come retrospettiva, bensì come prospettiva.

«Forever Valentino» vuole essere infatti un dialogo aperto tra Mr. Valentino Garavani e l’attuale direttore creativo della maison, Pierpaolo Piccioli.

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Giancarlo Giammetti e il direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli all’opening della mostra a Doha

Proprio Piccioli ha lavorato a stretto contatto con Massimiliano Gioni, direttore artistico del New museum di New York, e il critico e autore di moda Alexander Fury che hanno curato la mostra.

Dove compaiono pezzi raramente esposti prima, disegnati per personaggi del calibro di Elizabeth Taylor, Jacqueline Kennedy Onassis e, più recentemente, Zendaya.

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Naomi Campbell all’opening di «Forever Valentino»

Accanto, anche abiti provenienti dalla collezione privata di sua altezza Sheikha Moza bint Nasser, cliente di lunga data della fashion house.

«Forever Valentino» porta Roma a Doha

«Roma: è qui che tutti noi apparteniamo, ed è qui che tutto ha inizio», ha dichiarato il direttore creativo di Valentino, Pierpaolo Piccioli.

Ecco quindi comparire, a Doha, una cornice di spazi che inventano visioni cinematografiche di Roma e rivisitazioni degli interni della storica sede del brand, Palazzo Gabrielli Mignanelli.

Per una «drammaturgia emozionale» che mette in primo piano la capitale, i codici Valentino e le tecniche dell’haute couture.

In particolare, la mostra tratteggia una città istantanea costruita come un collage di ambienti ed esperienze.

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Un’ideale riproduzione di Piazza di Spagna instaura un dialogo creativo di forme e colori tra gli oltre sei decenni di storia della maison Valentino

Qui, gli abiti della maison sono messi a confronto con le fonti di ispirazione di Valentino Garavani, che fondò la maison nel ’59 all’apice della Dolce vita, e di Pierpaolo Piccioli, suo successore dal 2016.

Così, trasportando con sé le tracce del luogo in cui sono stati creati, i modelli della fashion house vengono scoperti nel loro habitat naturale.

«Parte della storia della moda, della cultura e di Roma, le creazioni di Valentino appaiono come parte integrante del patrimonio della maison e del suo luogo di nascita», hanno fatto sapere dal marchio.

«Forever Valentino mette in scena una visione pop-up e onirica di Roma, ancora più affascinante se vista a Doha, una città dove il passato e il futuro si incontrano a velocità vertiginosa».

Il viaggio dell’esposizione dal rosso Valentino a Piazza di Spagna, passando per le dive e il capriccio romano

Destreggiandosi tra le sale, cattura subito l’attenzione il rosso: «il rosso è Valentino», chiosa infatti la maison.

In luce, un colore usato per la prima volta nella collezione di debutto di Valentino Garavani nel 1959 e presente da allora.

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La sala della mostra «Forever Valentino» dedicata al rosso

Esposto in 34 tonalità, sono in realtà più di 550 le sfumature di rosso presenti nei soli archivi di alta moda del brand.

Si intravede quindi una stanza dedicata agli inizi di una collezione, ma anche a quelli di Valentino, con la riproduzione del camerino di Palazzo Gabrielli Mignanelli che ospita due look total white della collezione couture del 1968, sublimazioni del camice bianco delle sarte degli atelier.

Sono in piedi a guardia di Fiesta, il primo abito rosso creato da Valentino Garavani per la sua prima haute couture primavera-estate 1959.

Che è riflesso dalla sua controparte moderna, l’omaggio che ha aperto la collezione Valentino The Beginning haute couture di Pierpaolo Piccioli.

Seguono gli Atelier e il savoir-faire che racchiudono e una sala dedicata al «Capriccio romano».

Poi quella per le Di.vas come dee di Hollywood ma anche come figure che incarnano i «valori diversi» di autenticità e diversità di Piccioli.

Uno spazio riservato alla sfilata di moda e a come Piccioli ne sfidi costantemente i limiti imposti dalla convenzione anticipa la Wunderkammer.

Che cede il passo alle Archeologie per restituire una visione per niente polverosa degli archivi di Valentino.

Arrivano i Cahier de defile, i tomi compilati dopo il completamento di ogni collezione di Piccioli: in parte diari, in parte promemoria, raccolgono i frammenti che hanno reso possibile ogni disegno.

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Piazza di Spagna ispira la scalinate dell’ultima sala di «Forever Valentino» a Doha, che accoglie 60 abiti couture

Infine, spazio alle Conversazioni romane, dove è protagonista la grandiosità di un’ideale Piazza di Spagna.

Si tratta dello scenario d’elezione per le presentazioni della maison per decenni e più recentemente della location della sfilata Valentino the Beginning haute couture di Piccioli.

Ora, i gradini sono un punto di osservazione per assistere a un’altra serie di incontri tra il lavoro di Garavani e dello stesso Piccioli.

Perché esposti sono oltre 60 abiti couture, «catturati in un dibattito visivo: sono impegnati in una pura espressione di colore».

«Forever Valentino», un volo di fantasia che solo a Doha poteva diventare realtà

«Lavorare a Doha è sempre molto speciale: è un luogo in cui i sogni degli artisti prendono vita», ha detto il curatore Massimiliano Gioni.

«E lavorare a questa mostra è stato davvero un po’ un sogno, o forse un capriccio, un volo di fantasia che solo a Doha poteva diventare realtà».

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«Forever Valentino» è la prima esposizione della maison romana in Medioriente

Per il co-curator Alessandro Furia: «Valentino è una delle case di moda più importanti del mondo, guidata oggi da Pierpaolo Piccioli, senza dubbio uno dei grandi stilisti del nostro tempo».

Stando alle dichiarazioni del fashion critic, «Forever Valentino» ha avuto il compito, «stupefacente e un po’ incredibile», di portare Roma a Doha.

Cioè di trasportare un contesto insieme alle creazioni di Valentino.

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Nell’anno del 90° compleanno di Valentino Garavani, la mostra rende omaggio al fondatore e al suo patrimonio haute couture

«L’eredità di Valentino Garavani è quella di celebrare la bellezza, in tutte le sue incarnazioni, in ogni ambito della vita e in ogni epoca», ha concluso Furia.

«Questa nobile, incessante ricerca e celebrazione della bellezza per migliorare il mondo è, per me, Forever Valentino».

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