Ha inaugurato lo scorso 6 febbraio al MAMbo – Museo d’Arte Moderna di Bologna ospita “Facile ironia. L’ironia nell’arte italiana tra XX e XXI secolo”, grande collettiva curata da Lorenzo Balbi e Caterina Molteni.

La mostra attraversa settant’anni di storia dell’arte italiana attraverso il filtro dell’ironia, uno strumento capace di sovvertire significati, smascherare contraddizioni e offrire nuove prospettive sulla realtà.

Con oltre 100 opere e documenti d’archivio di più di 70 artisti, l’esposizione si sviluppa in sei sezioni tematiche che esplorano il paradosso, il gioco, la critica femminista, la mobilitazione politica, la critica istituzionale e il nonsense.

La mostra rientra nel programma di “ART CITY Bologna 2025”, il circuito promosso dal Comune di Bologna e BolognaFiere in occasione di Arte Fiera, e rimane aperta fino al prossimo 7 settembre 2025.

Le foto dell'allestimento di "Facile ironia" sono a cura Carlo Favero
Le foto dell’allestimento di “Facile ironia” sono a cura Carlo Favero

“Facile ironia” presenta il paradosso come chiave di lettura.

Il paradosso è il punto di partenza della mostra, una chiave di lettura che attraversa l’intera storia dell’arte italiana contemporanea.

L’opera “Mozzarella in carrozza” di Gino De Dominicis, che traduce in realtà il famoso piatto italiano, rappresenta perfettamente questa logica di ribaltamento.

La carrozza d’epoca, all’interno della quale è collocata una mozzarella vera, è un esempio lampante di come l’arte possa giocare con i significati e creare cortocircuiti visivi e concettuali.

Il paradosso emerge anche nelle opere di Piero Manzoni, con le sue provocatorie “Merda d’artista” e “Fiato d’artista”, o nelle finte sculture di Pino Pascali, che imitano materiali e forme solo per rivelarne la loro natura artificiale.

La sezione esplora il modo in cui gli artisti italiani hanno usato il paradosso per smantellare convenzioni e schemi consolidati, mettendo in discussione la realtà attraverso l’arte.

In mostra, opere realizzate con diverse tecniche e pratiche artistiche
In mostra, opere realizzate con diverse tecniche e pratiche artistiche

Il gioco come strategia di ribaltamento.

Il gioco, inteso come strumento di sovversione, è un altro elemento centrale della mostra.

Attraverso meccanismi ludici, gli artisti hanno sfidato le regole e creato nuove modalità espressive capaci di sovvertire il senso comune.

Il percorso espositivo include le “Sculture da viaggio” di Bruno Munari, gli arredi “inutili” di Carla Accardi e i dipinti ironici di Aldo Mondino.

L’idea di gioco si ritrova anche nelle opere di artisti contemporanei come Riccardo Baruzzi e Valerio Nicolai, che sperimentano materiali e tecniche per creare mondi alternativi.

Il gioco, come pratica artistica, non è solo un atto di leggerezza, ma un metodo critico per disinnescare le rigidità della società e della cultura dominante.

Al di là della finestra, l'opera di Chiara Fumai "Annie Jones, Harry Houdini, Dope Head, Eusapia Palladino, Zalumma Agra, Dogaressa Querini Read Valerie Solanas", 2013
Al di là della finestra, l’opera di Chiara Fumai

La critica femminista attraverso il sorriso.

L’ironia è anche un potente strumento di critica sociale e politica, soprattutto quando utilizzata dalle artiste per smascherare stereotipi di genere e convenzioni patriarcali.

La sezione dedicata alla critica femminista raccoglie le opere di Tomaso Binga, Mirella Bentivoglio e Ketty La Rocca, artiste che hanno utilizzato l’ironia per ribaltare il linguaggio sessista e le rappresentazioni della donna nella società.

La ricostruzione dell’ambiente “Carta da parato” di Binga, originariamente presentato nel 1978 alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna, evidenzia come il corpo femminile sia stato storicamente relegato a un ruolo marginale, paragonato alla carta da parati di un’abitazione.

L’umorismo diventa così un’arma di ribellione e affermazione, capace di sovvertire il potere attraverso la risata.

Tra le opere più esplicative di "Facile ironia" c'è "Mozzarella in carrozza" di Gino De Dominicis
Tra le opere più esplicative di “Facile ironia” c’è “Mozzarella in carrozza” di Gino De Dominicis

Con “Facile ironia” l’arte si fa strumento di contestazione.

L’ironia ha avuto un ruolo fondamentale anche nelle pratiche di mobilitazione politica, in particolare nelle azioni collettive degli anni Settanta.

La mostra esplora questa dimensione attraverso le documentazioni delle performance del gruppo “Lo Zoo” di Michelangelo Pistoletto, le animazioni satiriche di Piero Gilardi e i collage politici di Nanni Balestrini.

Questi artisti hanno utilizzato l’ironia come strumento di denuncia, mettendo in discussione le istituzioni culturali e il potere politico attraverso strategie visive e performative.

L’esposizione include anche i manifesti realizzati dai collettivi femministi e le opere di artisti che hanno utilizzato la satira per smontare narrazioni ufficiali, come Pablo Echaurren e gli Indiani Metropolitani.

L'allestimento gioca tantissimo con i colori
L’allestimento gioca tantissimo con i colori

Il nonsense e la destrutturazione del linguaggio. 

La mostra si chiude con una riflessione sull’ironia come forma di nonsense e sperimentazione linguistica.

Questa sezione raccoglie il lavoro di poeti e artisti che hanno esplorato il potenziale ludico e liberatorio del linguaggio, tra cui Arrigo Lora Totino, Giulia Niccolai, Adriano Spatola e Patrizia Vicinelli.

Attraverso la poesia visiva e sonora, questi autori hanno sfidato il senso comune, giocando con le parole per evidenziarne l’arbitrarietà.

Il nonsense, lungi dall’essere solo una forma di evasione, diventa un mezzo per smantellare strutture di potere e ridefinire le possibilità espressive dell’arte.

"Facile ironia" vi aspetta fino al prossimo 7 settembre
“Facile ironia” vi aspetta fino al prossimo 7 settembre

Un catalogo per approfondire “Facile ironia”.

La mostra è accompagnata da un catalogo edito da Società Editrice Allemandi, con saggi dei curatori Lorenzo Balbi e Caterina Molteni e contributi di critici e storici dell’arte come Jacopo Galimberti, Allison Grimaldi Donahue e Francesco Poli.

Il volume analizza le diverse sezioni dell’esposizione, offrendo un approfondimento sui molteplici modi in cui l’ironia è stata utilizzata nell’arte italiana dagli anni Cinquanta a oggi.