Non potevamo non parlare della nuova esposizione “L’estasi dell’artificio“, e quindi eccoci qui.
Conoscete il lavoro di Denis Santachiara?
Se la risposta è no, non potete perdervi la nuova mostra in partenza dal 12 dicembre 2026 a Palazzo da Mosto di Reggio Emilia.
La sede ospiterà “Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966”, una grande esposizione monografica dedicata a uno dei protagonisti di primo piano del design italiano e internazionale.
Originario di Campagnola Emilia, Denis Santachiara viene raccontato per la prima volta in maniera organica attraverso oltre sessant’anni di incessante e visionaria attività creativa, con una selezione di progetti, opere, installazioni, prodotti e prototipi.
La mostra ripercorre un itinerario unico, costruito attraversando ambiti diversi e mettendo l’innovazione tecnologica al servizio di una sensibilità poetica e ironica.
Dalle officine meccaniche e dalle prime esperienze nel car design all’interno della Motor Valley emiliana, la ricerca di Santachiara si è aperta nel tempo all’arte contemporanea, all’interior design anche per art hotel, alle scenografie per teatro e cinema, fino alle ricerche sulla robotica e sugli oggetti che si animano o si trasformano.
Un percorso che arriva fino alla creazione di Cyrcus, un ecosistema dedicato al design d’autore legato alle tecnologie di fabbricazione digitale.
In concomitanza con la mostra, il volume edito da Corraini e curato da Chiara Alessi ripercorre la parabola intellettuale del progettista, contribuendo a restituire la complessità di una poetica incentrata sul concetto di artificio.

Denis Santachiara e “Estasi dell’artificio”: entrare nel processo creativo
La mostra di Palazzo da Mosto non si presenta come una semplice sequenza celebrativa, ma come un percorso che invita a entrare direttamente nel processo creativo, nel modo di pensare e di progettare di Denis Santachiara.
L’esposizione si sviluppa come una sequenza dinamica di stanze, ciascuna dedicata a un concetto fondamentale della sua ricerca. In ogni sala, prodotti, progetti, prototipi, studi e materiali di ricerca raccontano l’itinerario che conduce dall’intuizione iniziale alla realizzazione dell’oggetto.
Le opere non vengono quindi presentate come episodi isolati, ma come espressione coerente di un metodo di lavoro, di una riflessione teorica e di una continua sperimentazione praticata sul campo.
Il percorso mette inoltre in evidenza il dialogo costante tra design, architettura e arte, superando i confini tradizionali del design del mobile.
Alla base di questa ricerca c’è una precisa convinzione: il design non è semplicemente una disciplina legata all’arredo domestico, ma uno strumento culturale capace di interpretare e migliorare la vita quotidiana delle persone.
È da questa prospettiva che la ricerca di Santachiara attraversa ambiti eterogenei e molteplici settori della progettazione contemporanea.

La formazione autodidatta e un design libero dai confini
Un elemento centrale del percorso dedicato a Denis Santachiara è rappresentato dalla sua formazione autodidatta.
L’assenza di un’educazione accademica formale è diventata per il progettista l’occasione per costruire uno sguardo libero, alimentato da passioni personali e privo di vincoli dogmatici.
Dalle esperienze iniziali nella Motor Valley e nell’arte si sviluppa così un itinerario che, stanza dopo stanza, si amplia dall’Italia al mondo, raccontando l’evoluzione di una visione progettuale sempre più aperta, plurale e interdisciplinare.
L’itinerario espositivo al piano nobile culmina nell’ultima sala, interamente dedicata alla dimensione immateriale e metaforica del progetto.
È il punto d’arrivo di una ricerca pluridecennale che supera la funzione immediata dell’oggetto per interrogarsi sul significato più profondo del design, inteso come linguaggio, forma di cultura e strumento capace di dare forma non soltanto alle cose materiali, ma anche alle idee astratte.

Denis Santachiara e le nuove generazioni del design
Accanto al percorso principale, la mostra si arricchisce di una sezione speciale dedicata alle nuove generazioni del design.
All’interno di Palazzo da Mosto, la ricerca di Denis Santachiara entra in dialogo con opere di designer selezionati dallo stesso progettista, creando un confronto aperto tra le visioni consolidate e i nuovi linguaggi del futuro.
Questa sezione diventa così parte integrante di un’esposizione che non guarda soltanto al percorso di un autore, ma anche alla continuità della ricerca e della sperimentazione.
“Denis Santachiara – Estasi dell’artificio, design dal 1966” propone quindi uno sguardo su oltre sessant’anni di attività attraverso un percorso che attraversa tecnologia, arte, architettura e progettazione, restituendo la complessità di una ricerca costruita sulla volontà di sorprendere, deviare le funzioni previste, scardinare le regole e dilatare le interpretazioni.
