Ha inaugurato proprio qualche giorno fa una nuova mostra molto interessate al Museo MAN di Nuoro: DIORAMA. Generation Earth.

Vediamo insieme cosa propone l’esposizione aperta lo scorso 5 luglio.

Forse vi ricorderete di un precedente articolo sulla mostra SENSORAMA (leggi l’articolo qui): vediamo anche come le due esposizioni sono legate.

DIORAMA trasforma gli spazi del MAN.

La mostra curata da Chiara Gatti ed Elisabetta Masala trasformerà per tutta l’estate tutte le sale del museo in uno spazio dinamico e sensibile, fatto di narrazioni e visioni, memorie della terra e nuovi orizzonti.

Ma cos’è un DIORAMA?

È una illusione in scatola di un mondo verosimile, un dispositivo usato soprattutto nei musei di storia naturale per illustrare gli ambienti della biosfera.

Ecco allora che il museo funge da gigantesco diorama, tornando a proporre al pubblico una esperienza di “attraversamento” del museo.

Era già successo, come accennato sopra, anche con la mostra SENSORAMA, già sperimentata nel 2022.

Ci si interroga ancora una volta su temi di attualità.

DIORAMA deriva dal greco dià (attraverso) e òrama (visione), e significa “vedere attraverso” o “all’interno di qualcosa”.

In questo caso specifico, si possono attraversare spaccati di mondi naturali e innaturali, popolati di creature e vegetazioni reali o ricreate, in una prospettiva che rende sempre più ambiguo il limite fra autentico o generato dall’intelligenza artificiale, possibile o impossibile.

Dopo SENSORAMA, torniamo a parlare del MAN di Nuoro con DIORAMA
Dopo SENSORAMA, torniamo a parlare del MAN di Nuoro con DIORAMA

Ripensare il nostro rapporto con il mondo e le sue rapide metamorfosi.

Viviamo in un’epoca di mutamenti ecologici e sociali senza precedenti, con impatti che si estendono in maniera inedita attraverso tempo e spazio.

Siamo di fronte ad una trasformazione ecologica globale, che impone una riflessione profonda sulla condizione dell’essere umano, sulla storia della terra e sul nostro legame con le altre specie viventi.

Ripensare la nostra relazione con il pianeta implica la ricerca di nuovi linguaggi e nuove forme di comunicazione, essenziali per rinnovare le connessioni tra il mondo umano e quello non umano.

È dalla convinzione di dover partecipare attivamente a questo processo di reinvenzione che nasce DIORAMA – Generation Earth.

L’idea di essere la prima generazione che si confronta con la possibilità realistica dell’estinzione della propria specie comporta un forte senso di inquietudine.

Partendo da questa condizione di smarrimento, DIORAMA esplora, senza la pretesa di essere analitica ed esaustiva, l’attuale scenario, proponendo possibili visioni che riflettano su tematiche tanto urgenti.

Quale strumento migliore per fare tutto questo se non quello dell’arte?

DIORAMA ci fa dialogare col mondo fra realtà e intelligenza artificiale
DIORAMA ci fa dialogare col mondo fra realtà e intelligenza artificiale

DIORAMA mostra come l’arte può essere manifesto.

Tante sono le tecniche artistiche utilizzate per ‘narrare’ questa situazione.

Gli artisti selezionati, italiani e internazionali, offrono attraverso le loro opere, fra dipinti e sculture, installazioni e video.

Ne esce un ventaglio di interpretazioni che spaziano dalla creatività mimetica alla trattazione del post-naturale, dall’ibridazione interspecifica alla tassidermia da wunderkammer, dall’invenzione del paesaggio naturale alle inesplorate visioni dell’intelligenza generativa.

Attraverso le opere, DIORAMA. Generation Earth intende suscitare un dialogo critico e incentivare una riflessione sulla nostra posizione all’interno della biosfera e invitare a una rinnovata relazione con essa.

Gli artisti si pongono così come catalizzatori di un cambiamento radicale, con la loro capacità di vedere oltre il visibile.

Ci invitano a gettare le basi di un immaginario diverso, che possa guidarci verso un futuro inclusivo e rispettoso di tutte le forme di vita.

L'opera dell'artista Vanessa Barragao presente in mostra
L’opera dell’artista Vanessa Barragao presente in mostra

Il percorso si sviluppa attraverso più macro-temi.

L’origine” è il prologo del percorso, il formarsi della terra e della galassia.

Il visitatore assiste allo spettacolo della genesi di quell’amalgama composta da materia ed energia oscura.

All’insegna di parole chiave, quale organico e inorganico, natura/arte e le sue trasformazioni, artiste e artisti si appropriano, lungo le sale, della “natura”, racchiudendola all’interno di un loro sistema/contenuto che la imita, e al tempo stesso la conserva, la re-immagina.
Come una produzione in serra, il mondo naturale viene ricreato e imitato.

Mimesi e rappresentazione animano le opere di Barragão, Kusumoto, Roberti, Illenberger, Bauer.

Il mondo naturale, fissato in una forma scultorea o sigillato nel circuito del tessuto, riproposto dalla sensibilità dell’uomo o dall’intelligenza artificiale, acquisisce un insolito dinamismo e una nuova realtà.

Ibridazioni, interspecismo e eco-distopia, sono scenari di un futuro prossimo che occupano la sezione dove germinano ecosistemi alieni, esiti del post-naturale, incontri con una alterità che impone di ridimensionare la prospettiva antropocentrica.

Un tunnel di luce evoca un laboratorio per creature ibride (di Massoulier, Grünfeld, Chiamenti) e culmina con una grande opera di Wangechi Mutu, madre terra fluida, che sovrasta un universo nel quale si fondono umani, animali e piante, alieni e terrestri, femminile e maschile; un trionfo del termine “intertwined”: esseri viventi appartenenti a un mondo che non prevede divisioni tra razze, generi e specie.

Lasciatevi stupire dalle opere, come quelle di Eelco-Brand
Lasciatevi stupire dalle opere, come quelle di Eelco-Brand

La mostra rimarrà visitabile fino al prossimo 10 Novembre!

La mostra è realizzata in collaborazione con Storyville e può contare un testo a catalogo di Felice Cimatti.