Nel cuore di Certaldo Alto, borgo natale di Giovanni Boccaccio, prende forma un racconto visivo che attraversa i secoli.
La mostra “Boccaccio 25”, ospitata a Palazzo Pretorio fino al prossimo 18 maggio 2025, inaugura la rassegna CertaldoArte25 in occasione del 650° anniversario della morte del celebre scrittore.
A firmarla sono due artisti internazionali: il pittore tedesco Thomas Lange e lo scultore giapponese Mutsuo Hirano.
Insieme, danno vita a un’installazione diffusa che intreccia passato e presente, memoria e attualità, spiritualità e dissidenza.
La mostra si sviluppa nelle storiche sale del Palazzo, nella Loggia del Vicariato e nel Giardino della casa da tè, dove le opere dialogano con l’architettura e con la storia del luogo.
Come nel Decameron, ogni sala diventa un capitolo, ogni opera un racconto, ogni tema una riflessione sulla condizione umana.

La resistenza poetica di Thomas Lange
Thomas Lange, protagonista della scena neo-espressionista berlinese, presenta trenta grandi dipinti concepiti per questa occasione.
I suoi lavori si muovono tra astrazione e figurazione, affondando le radici nella tradizione pittorica italiana, da Botticelli a Pontormo.
Volti angelici e madonne emergono da superfici materiche dai colori intensi, mentre temi attuali come le migrazioni, la guerra e l’identità queer trovano espressione nei cicli pittorici dedicati a Lampedusa, a Teheran e alla memoria delle vittime dell’omofobia.
Lange non intende illustrare il Decameron, ma ne rievoca lo spirito come simbolo di libertà espressiva e molteplicità.
Le sue opere riflettono una visione ampia della storia, capace di abbracciare il dolore e la speranza, la bellezza e la brutalità, con una forza cromatica che vibra in ogni pennellata.

Boccaccio nelle maschere e nei miti di Mutsuo Hirano
A completare e contrastare le visioni pittoriche di Lange, le sculture in terracotta di Mutsuo Hirano si inseriscono nel percorso espositivo come presenze arcaiche e simboliche.
La materia plasmata dall’artista giapponese racconta un’umanità sospesa tra Oriente e Occidente, tra spiritualità e metamorfosi.
Teste e busti richiamano antichi idoli, divinità, demoni e angeli, mescolando archeologia etrusca e tradizione animista giapponese.
Le serie “Blocco” e “Ondine” esplorano i limiti tra interno ed esterno, tra corpo e architettura, mentre nel Giardino della casa da tè le installazioni si relazionano poeticamente con lo spazio creato da Hidetoshi Nagasawa.
Hirano propone figure che, pur nella loro immobilità, sembrano animate da un soffio vitale, capaci di evocare storie, memorie e silenzi.

Un Decameron visivo e contemporaneo
Come spiega il curatore Davide Sarchioni, “Boccaccio 25″ non è una trasposizione didascalica del Decameron, ma una rilettura libera del suo impianto narrativo.
Ogni opera rappresenta un frammento di un mondo frammentato, proprio come accade nel capolavoro letterario in cui dieci giovani si rifugiano per sfuggire alla peste.
Lange e Hirano non si legano a un tema preciso, ma utilizzano il testo boccaccesco come struttura aperta per riflettere sulle crisi della società attuale.
Il risultato è un viaggio immersivo tra pittura e scultura, dove la materia diventa linguaggio e l’immagine si fa simbolo.
La mostra è anche un omaggio a Pier Paolo Pasolini, il cui film “Il Decameron” del 1971 influenzò profondamente la sensibilità di Lange.

Boccaccio e l’identità tra spiritualità e corpo
Le sale del Palazzo Pretorio diventano teatro di un’esplorazione identitaria intensa.
In uno dei nuclei più toccanti dell’esposizione, Lange dipinge i volti delle donne di Teheran e dei condannati a morte per omosessualità, trasfigurandoli in martiri contemporanei.
Le sue tele si fanno specchi emotivi in cui la memoria collettiva e quella personale si fondono.
Hirano risponde con busti enigmatici, volti maschili e femminili sospesi in una dimensione atemporale, testimoni silenziosi della fragilità e della resistenza umana.
Alcune delle sue figure sembrano emergere dalla terra, altre appaiono come reperti di un’archeologia futura.
Insieme, i due artisti costruiscono un sistema simbolico che attraversa epoche, culture e sensibilità.

Un progetto tra cultura e internazionalità
“Boccaccio 25” è la prima tappa di una rassegna che porta Certaldo al centro della ricerca artistica contemporanea.
Promossa dal Comune di Certaldo con il patrocinio del Consiglio Regionale della Toscana, la mostra evidenzia anche il respiro internazionale della manifestazione, che vede coinvolti artisti provenienti da Germania e Giappone, due Paesi con cui Certaldo è gemellata.
Il progetto, curato da Exponent e accompagnato da un catalogo edito da Casa Fornovecchino, trasforma la memoria di Boccaccio in occasione di dialogo tra storia e presente.
Come sottolineano il sindaco Giovanni Campatelli e l’assessora alla cultura Clara Conforti, la mostra è un’opportunità per celebrare la bellezza e la creatività, unendo le radici locali a uno sguardo globale.
Attraverso la sensibilità di Lange e Hirano, Boccaccio torna a parlare al nostro tempo, ricordandoci che l’arte può ancora essere spazio di resistenza, riflessione e rinascita.