È alle porte l’inaugurazione della mostra “BALLO&BALLO. Fotografia e design a Milano, 1956-2005”!

Siamo molto curiosi di vedere questa nuova esposizione che aprirà al Castello Sforzesco di Milano il prossimo 14 giugno!

La mostra vede la produzione del Comune di Milano – Cultura, Castello Sforzesco e Silvana Editoriale ed è sostenuta da Strategia Fotografia 2023, avviso pubblico promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

Studio Ballo+Ballo, 1970, Poltrona "Tube Chair", Joe Colombo per Flexform diapositiva a colori, 13 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo+Ballo
Studio Ballo+Ballo, 1970, Poltrona “Tube Chair”, Joe Colombo per Flexform diapositiva a colori, 13 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo+Ballo

In BALLO&BALLO s’incontrano l’arte fotografica e del design.

L’idea di una mostra nasce nel 2022 dall’incontro di un archivio e del Comune di Milano.

Marirosa Toscani Ballo dona infatti al Civico Archivio Fotografico l’archivio dello Studio Ballo+Ballo, esito del lavoro di tutta una vita con il marito Aldo Ballo.
L’anno successivo, il Civico Archivio Fotografico partecipa al Bando Strategia Fotografia promosso dal MIC con un progetto di valorizzazione dell’Archivio, che risulta vincitore

È da questo incontro che nascono lo studio del progetto di mostra e del catalogo.

Il percorso espositivo che vediamo oggi accoglie:

  • oltre un centinaio di fotografie dello studio Ballo+Ballo;
  • alcuni oggetti di design, in prestito dall’ADI Design Museum e dalle Raccolte d’Arte Applicata del Castello Sforzesco;
  • alcuni oggetti originali appartenuti ai due fotografi;
  • riviste d’epoca con cui i Ballo hanno collaborato e volumi contenenti loro fotografie.

Le video-installazioni di Studio Azzurro dialogano invece con le foto e gli oggetti in mostra nella Sala Viscontea.

Così, tutto ciò che è memoria e non può essere archiviato diventa presente e tangibile.

Possiamo vivere i processi fotografici, il rapporto con gli oggetti di design esposti in mostra, la costruzione degli allestimenti in studio.

Vengono resi accessibili anche momenti, processi, esperienze di un “laboratorio” unico, lo Studio Ballo.

Studio Ballo+Ballo, 1959, Divano "D70", Osvaldo Borsani per Tecno, stampa alla gelatina d'argento, 24 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo +Ballo
Studio Ballo+Ballo, 1959, Divano “D70”, Osvaldo Borsani per Tecno, stampa alla gelatina d’argento, 24 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo +Ballo

Vediamo insieme il percorso di BALLO&BALLO.

Aldo Ballo (Sciacca, 1928 – Milano, 1994) e Marirosa Toscani (Milano, 1931-2023) hanno iniziato la loro attività di fotografi sin dai primi anni Cinquanta.

Marirosa frequenta il Liceo Artistico di Brera ma sin dal 1949 è una fotoreporter e lavora per il padre, Fedele Toscani (1909-1983), collaboratore di Vincenzo Carrese e della Publifoto, poi titolare dell’agenzia Rotofoto.

Aldo frequenta lo stesso liceo, poi il Politecnico di Milano e lo Studio di Monte Olimpino, a Como, fondato da Marcello Piccardo e Bruno Munari e dedicato alla sperimentazione cinematografica.

Lavora anche per la Rotofoto, ma nel 1956, con Marirosa, abbandona il reportage e aprono quello che diventerà il più importante studio fotografico per la fotografia di design.

Come organizzazione, professionalità e competenza, i Ballo riescono a raggiungere livelli di assoluta eccellenza.

Lo studio è anche luogo di formazione e crescita culturale, funge da “bottega” e “scuola” dove imparare un mestiere ma anche una modalità e uno stile di vita e di pensiero.

Diviene luogo di confronto tra artisti, architetti, designer come, tra i molti, Bruno Munari, Gae Aulenti, Cini Boeri, Ettore Sottsass, Pier Giacomo e Achille Castiglioni, Enzo Mari, Alessandro Mendini e molti altri ancora.

I Ballo collaborano anche con le più importanti ditte di design come Olivetti, Cassina, Danese, Zanotta, Brionvega, Alessi, Arflex, Bassetti, Barilla, Kartell, Artemide, Tecno, Driade, Borsalino, B&B Italia, Venini, e con La Rinascente.

Le immagini di Aldo e Marirosa sono inoltre sulle principali riviste di design e arredamento, come “Domus”, “Ottagono”, “Abitare”, e in particolare “Casa Vogue”, diretta da Isa Tutino Vercelloni, che si avvale della collaborazione dei Ballo dal 1968 al 1992.

Studio Ballo+Ballo, 1981, "La nuova tavolozza, tutti i colori in campo", Adriana Botti Monti per "Casa Vogue", Salone del Mobile 1981, diapositiva a colori, 13 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo+Ballo
Studio Ballo+Ballo, 1981, “La nuova tavolozza, tutti i colori in campo”, Adriana Botti Monti per “Casa Vogue”, Salone del Mobile 1981, diapositiva a colori, 13 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo+Ballo

Da Milano fino al MoMA di New York.

Lo Studio Ballo si pone al centro dei fermenti e delle dinamiche culturali che caratterizzano l’evoluzione del design italiano.

Contribuisce in maniera determinante, con le proprie immagini, all’affermazione a livello internazionale.

La consacrazione avviene con la mostra a cura di Emilio Ambasz tenutasi al MoMA di New York nel 1972, “Italy: The New Domestic Landscape”.

Le immagini in catalogo vengono affidate proprio ad Aldo Ballo.

Ma come è possibile restituirne il clima, ciò che non è materiale e quindi resta solo nella memoria?

Le installazioni di Studio Azzurro restituiscono il vissuto condiviso di ciò che è destinato a non restare, se non appunto nella memoria.
Dialogano in mostra, nella Sala Viscontea, con materiali originali esposti in bacheca (fotografie, riviste, libri).

Emergono il rapporto dei Ballo con l’editoria nel campo dell’architettura e del design e le varie articolazioni del “processo” fotografico – dal provino alla stampa positiva, alla pagina di rivista.

A parete, troviamo tutte le fotografie che mettono in luce l’evoluzione dello stile della fotografia dei Ballo.

Nella Sala dei Pilastri sono invece esposti grandi ritratti, alcuni importanti realizzati da Marirosa, di importanti designer.

Poi troviamo fotografie degli oggetti da loro progettati.

Tutti i materiali danno vita a un racconto corale che restituisce appieno ciò che i Ballo hanno rappresentato, e lasciato, al mondo non solo del design, ma della cultura tutta.

Studio Ballo+Ballo, 1970, Divano componibile "Safari", Archizoom per Poltronova negativo su pellicola ai sali d'argento, 13 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo+Ballo
Studio Ballo+Ballo, 1970, Divano componibile “Safari”, Archizoom per Poltronova negativo su pellicola ai sali d’argento, 13 x 18 cm, CAFMi, Archivio Ballo+Ballo

La mostra chiuderà il prossimo 3 novembre.